Scuola: la rivoluzione della Giannini. Cambia reclutamento, orario e stipendio

Il piano scuola ideato dal ministro Giannini prevede, oltre a un aumento delle ore lavorative degli insegnanti, anche una rivoluzione nel campo delle supplenze brevi.

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Il piano scuola ideato dal ministro Giannini prevede, oltre a un aumento delle ore lavorative degli insegnanti, anche una rivoluzione nel campo delle supplenze brevi.

Una proposta del ministro Stefania Giannini che potrebbe diventare legge andrebbe a rivoluzionare il piano scuola con contratti diversi per gli insegnanti, con arruolamento del personale diverso e con un adeguamento dello stipendio. Il piano ideato dal ministro vorrebbe portare le ore lavorative degli insegnanti da 18 a 36, includendo in esse anche il tempo che i docenti dedicano oltre che alle lezioni frontali anche quello speso per la preparazione di lezioni, all’aggiornamento e alla correzione dei compiti. Gli insegnanti oggi chiedono sostanzialmente un aumento di stipendio, quello che viene, invece, proposto loro è un compenso invariato con un aumento di stipendio fino al 305 per coloro che si impegneranno in attività specializzate (ruoli che decideranno i dirigenti scolastici). Novità importanti anche sulle supplenze brevi: mentre oggi ci si affida, per esse, alle chiamate esterne che gravano sia sui bilanci del MIUR sia su quelli degli istituti, con il nuovo piano scuola un docente interno potrebbe arrivare a fare fino a sei ore di straordinario pagato. Inoltre c’è da prendere in considerazione la possibilità che con l’allargamento dell’orario lavorativo a 36 ore le supplenze potrebbero essere richieste agli insegnanti dell’istituto senza che essi siano retribuiti oltre lo stipendio ordinario. Con i fondi risparmiati grazie a quelle che sono definite “supplenze interne” si potrà investire maggiormente nell’offerta formativa e si potranno garantire premi e incentivi agli insegnanti che si renderanno più disponibili.

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