Sconti carburanti Eni: si risparmia davvero?

L'Eni propone ai suoi clienti uno sconto di 20 centesimi al litro per chi mette benzina nel fine settimana: finalmente un gesto a favore dei cittadini, ma il risparmio è reale?

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L'Eni propone ai suoi clienti uno sconto di 20 centesimi al litro per chi mette benzina nel fine settimana: finalmente un gesto a favore dei cittadini, ma il risparmio è reale?

Eni risponde all’aumento di carburante con una provocazione a suon di svendite e offerte: per tutta l’estate è possibile fare rifornimento presso una della circa tre mila stazioni di benzina selezionate usufruendo di uno sconto di 20 centesimi al litro in modalità iperself. A conti fatti su un pieno da 50 euro si risparmiano circa 10 euro. Le reazioni a questa operazione di marketing sono state di natura diversa.  

Operazione Eni: la ratio e gli effetti sul mercato

Gli analisti hanno descritto la strategia come un’operazione sottocosto di circa 180 milioni di euro (cifra peraltro confermata dall’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni) ma incisiva per impedire l’altrimenti inevitabile conseguenza del forte calo di utilizzo delle automobili. Questa degenerazione infatti avrebbe inevitabilmente anche ripercussioni sulle entrate dello Stato. Una cosa dunque è certa: Eni avrà una perdita da questa operazione ma sarà in grado di gestirla e intuitivamente non ha optato per questa mossa controproducente per carità o beneficenza. Secondo i dati riportati dal Centro Studi Promotor nei primi 5 mesi del 2012 i prezzi dei carburanti sono aumentati del 21% spinti verso il rialzo soprattutto dall’incremento delle imposte (+17,8%). I consumi, di conseguenza, sono scesi del 10,3% e la spesa per la benzina è cresciuta in maniera più lenta (8,6%). E qui veniamo al nodo della questione: secondo gli analisti la situazione stava per giungere ad un livello di criticità tale che, anche futuri lievi aumenti del prezzo della benzina o del gettito fiscale, avrebbero determinato quello che in economia si chiama effetto Laffer. In termini pratici questo significa che sempre più persone avrebbero lasciato in garage la macchina, con evidenti ripercussioni su tutto il settore.

 

Sconti sul carburante Eni: la reazione dei clienti e degli operatori concorrenti

La stragrande maggioranza dei clienti ovviamente ha gradito lo sconto del fine settimana ma molti operatori concorrenti, soprattutto quelli più piccoli, si sono rivolti all’Antitrust per voce di Assopetroli inquadrando l’offerta come un’evidente azione di dumping. Le compagnie petrolifere più piccole infatti non sono in grado di assorbire queste perdite distribuendole lungo la filiera e quindi sono svantaggiate da questa corsa al ribasso dei prezzi. Se il mercato della vendita di carburante ripiombasse in un regime di tipo oligopolistico i consumatori rischierebbero di non essere più garantiti dalla concorrenza. Codacons ha già detto la sua smontando queste accuse e sottolineando come si possa parlare di concorrenza sleale solo nel momento in cui questa danneggi il cittadino e non certamente quando lo avvantaggia. L’Associazione a tutela dei consumatori ha quindi in serbo una contro-segnalazione rivolta allo stesso Ente di sorveglianza, in cui si ipotizza la fattispecie di tentato aggiotaggio. Intanto alcuni colossi del petrolio si sono adeguati loro malgrado ai prezzi del cane a sei zampe: Q8 ed Esso hanno entrambe abbassato il prezzo della benzina nel fine settimana a 1,595 (1,495 per il diesel). A breve anche Shell e Tamoil potrebbero accodarsi. Una scelta forzata tanto che Alessandro Gilotti, amministratore delegato di Q8, non ha nascosto la sua disapprovazione per l’iniziativa antieconomica e si è detto fiducioso per una pronuncia di legittimità da parte dell’Antitrust. Favorevoli all’operazione sono invece Federconsumatori e Adusbef che hanno sottolineato il risparmio per gli automobilisti e hanno posto l’accento sull’importanza di estendere queste iniziative anche ad altri giorni della settimana. Anche Aduc ha commentato con vena polemica l’iniziativa della Q8, invitando l’Antitrust a rigettarne le obiezioni. Secondo L’Associazione non ravvede infatti gli estremi della concorrenza sleale.  

Sconti Eni nel week end: le lunghe code annullano il risparmio?

Se un neo va trovato a questa iniziativa è nella tendenza all’accattonaggio degli italiani che, di fronte a sconti o svendite, non esitano a cadere nel ridicolo e ad assumere comportamenti incivili.

Certo si potrebbe obiettare che la benzina è oggigiorno un bene di prima necessità ma questo stesso atteggiamento di riscontra di fronte a negozi di abbigliamento o elettronica all’apertura dei saldi per beni ben più futili e secondari. SicurAUTO ha fatto un reportage nel Sud e ha registrato file chilometriche di fronte ai distributori Eni coinvolti nella promozione. Code spaventose si riscontrano anche in zone turistiche del nord notoriamente molto ricche: in attesa non troviamo solo utilitarie e berline ma anche auto di lusso. Neppure il caldo ha fermato i risparmiatori della domenica. Se a questo si aggiunge che pochi italiani hanno dimestichezza con il self service è facile intuire come l’attesa sia stata prolungata e resa ancora più lenta da rifornitori maldestri e impacciati. E nella lunga attesa sotto il sole in molti non hanno rinunciato al condizionatore tenendo acceso il motore (cosa peraltro vietata per questioni di sicurezza in prossimità dei distributori) e di fatto annullando, o riducendo di molto, il vantaggio economico. Senza contare le conseguenze per l’inquinamento. Non tutte le località peraltro sono coperte dallo sconto: è chiaro che percorrere km per recarsi al distributore con l’offerta attiva vanifica il risparmio. Senza dubbio tra gli automobilisti in fila ci sono persone che con automobili o veicoli lavorano e che quindi non possono essere biasimate visto che, in questi casi, il mezzo di trasporto diventa un bene di prima necessità e irrinunciabile. Tutti gli altri sono invitati invece ad usare comunque meno l’automobile, sia per una questione economica che ambientale.  

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