Sciopero medici, OSS e infermieri 15 e 25 gennaio 2019: disagi nel comparto sanità

Il 15 gennaio è stato indetto uno sciopero degli Oss e infermieri mentre il 25 gennaio toccherà ai medici, veterinari e non solo. Ecco cosa sapere.

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Il 15 gennaio è stato indetto uno sciopero degli Oss e infermieri mentre il 25 gennaio toccherà ai medici, veterinari e non solo. Ecco cosa sapere.

Nuovo sciopero in vista durante il mese di gennaio 2019. Ad incrociare le braccia non sono soltanto i trasporti (treni, aerei e mezzi pubblici) ma anche il comparto sanità. La data è quella del 15 gennaio, quando si fermeranno per 24 ore gli OSS, Operatori Socio Sanitari e OSA-ASA nonchè infermieri generici e puericultrici del settore sanità pubblica, privata e terzo settore. Lo stop è stato organizzato dal sindacato Human Caring.

Un altro stop è previsto per il 25 gennaio. 

I motivi dello sciopero

Martedì 15 gennaio sarà dunque una giornata pesante per il settore sanità. Dietro i motivi della protesta troviamo la richiesta al Governo del rispetto della Legge n° 3/2018 per riconoscere il ruolo usurante della categoria, una categoria spesso non ascoltata e umiliata, ma anche riconoscimenti in merito al contratto nazionale, retribuzione e inquadramento. Durante lo sciopero del personale sanitario indetto per domani saranno garantiti i servizi minimi mentre quelli programmabili potrebbero subire ritardi.

Nuovo sciopero il 25 gennaio dei medici

Un altro sciopero del comparto sanità è previsto il giorno 25 gennaio. Si tratta di una protesta organizzata da ANAAO ASSOMED, CIMO, FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN, FVM Federazione Veterinari e Medici, FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR), CISL MEDICI, FESMED, ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI, COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA VETERINARIA SANITARIA UIL FPL. Ad incrociare le braccia, stavolta, saranno il personale della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale. Anche in questo caso si tratta di uno sciopero di 24 ore per cui saranno garantiti i servizi minimi essenziali a livello provinciale mentre per le prestazioni programmabili, come per la protesta di domani, potrebbero esserci ritardi. Nel caso dello sciopero del 25 gennaio 2019, i motivi della protesta vanno ricercati dietro le richieste dei sindacati che non sono state accolte dal Governo nella finanziaria 2019. Si parla, quindi, di necessità non oggetto di attenzione per l’occupazione e il finanziamento.

Ad aderire allo sciopero del 25 gennaio anche la Federazione Dirigenti e direttivi Enti Territoriali e Sanità; in una nota il segretario generale Elisa Petrone e il segretario generale aggiunto, Mario Sette hanno spiegato che “Da 10 anni, in spregio alla sentenza del 2015 con la quale la Consulta aveva dichiarato l’incostituzionalità del blocco dei CCNL, la dirigenza di Stato, Enti Locali e Sanità (cioè circa 160.000 dirigenti) sta aspettando un nuovo Contratto di lavoro.

Vogliamo tutelare ruolo e identità di tutta la dirigenza gestionale tecnico amministrativa, che per la delicatezza delle funzioni di cui si occupa (gestione di appalti, personale, lavori, bilancio, servizi pubblici, ecc.), svolge un ruolo fondamentale, anche se sempre meno riconosciuto, per il bene del Paese. Vogliamo difendere le prerogative del sindacalismo autonomo, essenziale per la difesa del lavoro pubblico. Vogliamo disturbare il manovratore”.

Un altro sciopero dei medici potrebbe essere indetto anche per la prima settimana di febbraio, secondo quando aveva scritto di recente l’Adnkronos riportando le parole della nota de l’Intersindacale: “la protesta si rende necessaria a fronte delle “deludenti risposte” alle precise richieste della categoria” per cui si richiedono la   cancellazione del blocco della spesa per il personale della sanità, la difesa della libera professione intramoenia, la previsione di un finanziamento  consono per i contratti di formazione post laurea specialistici a 9.500 per anno.

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