Sciopero generale femminista 8 marzo 2019: i motivi della protesta

L'8 marzo 2019 ci sarà lo sciopero generale femminista: ecco tutti i motivi della protesta tra diesgno di legge Pillon e finta flessibilità del congedo di maternità.

di , pubblicato il
L'8 marzo 2019 ci sarà lo sciopero generale femminista: ecco tutti i motivi della protesta tra diesgno di legge Pillon e finta flessibilità del congedo di maternità.

L’8 marzo 2019 le donne di tutto il mondo sciopereranno per reclamare i propri diritti. Non una di meno invita quindi tutte a parteciparvi interrompendo ogni attività lavorativa sia essa gratuita o retribuita. Lo sciopero globale dello scorso anno ha coinvolto circa settanta città in Italia e anche quest’anno porterà tantissime persone in piazza anche perché i temi non sono cambiati.

Anzi sono accresciuti.

Le motivazioni dello sciopero dell’8 marzo

Le donne scenderanno in piazza per lo sciopero globale dell’8 marzo contro gli stupri, i femminicidi, gli insulti e le molestie. Esse reclamano la libertà a poter esprimere la propria opinione senza essere insultate. In merito a ciò, ricordiamo che l’ultimo attacco sessista nei giorni scorsi c’è stato nei confronti di Emma Marrone, rea di essersi espressa a favore dell’accoglienza ai migranti dicendo “aprite i porti” durante un suo concerto.

La cantante è stata attaccata su tutti i fronti ma il commento più sgradevole di tutti è stato quello del militante della Lega nonché consigliere comunale ad Amelia che l’ha offesa dicendole” Faresti bene ad aprire le tue c… facendoti pagare per esempio”. È inammissibile che una donna possa subire tali attacchi soltanto per aver espresso ciò che pensava. Massimiliano Galli, comunque, dopo aver detto ciò, è stato immediatamente espulso dal suo partito. È arrivata poi la bella risposta della Marrone dal palco che all’insulto ha risposto “Non odierò mai gente come voi”.

8 marzo sciopero globale delle donne

Le donne del mondo tutte unite sciopereranno l’8 marzo contro  tutte le forme di violenze che devono subire: la violenza domestica, la discriminazione per le disabili, il permesso di soggiorno che è condizionato al matrimonio, i mille ostacoli per abortire, la precarietà e la stabilità del lavoro, il salario dimezzato, un welfare che ormai quasi non esiste più e la violenza transfobica ed omofoba.

Non una di meno invita tutte le donne a scendere in piazza, oltre che per tali motivi anche per contestare i provvedimenti dell’attuale governo ed in particolare il disegno legge Pillon e il sussidio di disoccupazione a condizioni proibitive che viene spacciato per reddito di cittadinanza.

In merito al disegno legge Pillon tra i tanti articoli ricordiamo che il 17 ed il 18 prevedono che se il figlio minore non vuole vedere uno dei genitori, l’altro può essere accusato di averlo manipolato e quindi il giudice può decidere di disporre un provvedimento d’urgenza in cui può limitare o sospendere la responsabilità genitoriale. Il giudice, poi, può anche decidere che il minore sia affidato presso un’apposita struttura. Le associazioni che si occupano di violenza maschile sulle donne, inoltre, comunicano che uno dei problemi di tale disegno di legge e di altri, presentati nello stesso pacchetto come il ddl45, è che in questo modo si cercheranno di cancellare le denunce di violenza domestica.

Perché manifestare

Oltre al disegno di legge Pillon, Non una di meno chiama tutte le donne a manifestare l’8 marzo per denunciare la Legge Salvini sull’immigrazione nonché la propaganda razzista che la sostiene, denunciare la finta flessibilità del congedo di maternità, le mancate risposte da parte del governo atte a prevenire il femminicidio nonché quelle atte alla sicurezza per l’aborto volontario.

Leggete anche: 8 marzo 2019 sciopero globale transfemminista “Non una di meno”: come partecipare, il vademecum.

Per info o se volete dire la vostra scrivete a: [email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,

I commenti sono chiusi.