Sciopero femminista 9 marzo 2020: il Garante lo bocca, la replica di Non Una di Meno

Il Garante, a seguito dell'emergenza Coronavirus, ha bloccato lo sciopero femminista chiamato per il prossimo 9 marzo 2020 lanciato dal movimento Non Una di Meno: le info.

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Il Garante, a seguito dell'emergenza Coronavirus, ha bloccato lo sciopero femminista chiamato per il prossimo 9 marzo 2020 lanciato dal movimento Non Una di Meno: le info.

Il Garante, a seguito dell’emergenza Coronavirus, ha bloccato lo sciopero femminista chiamato per il prossimo 9 marzo 2020 lanciato dal movimento Non Una di Meno al quale avevano anche aderito sigle sindacali come i Cobas, i Cub, l’Usb e alcune strutture regionali della Cgil. Prontamente è giunta la replica del movimento. Le info.

Il blocco dello sciopero del 9 marzo

Il Garante ha bloccato lo sciopero femminista e transfemminista del 9 marzo 2020 a causa dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus. Ricordiamo che tale sciopero viene proclamato ogni anno in occasione della giornata mondiale delle donne per questo la Commissione di garanzia sugli scioperi ha inviato alle segreterie nazionali di Usi-Cit, Unicobas, Cub, Usb, Usi e Slai Cobas (che avevano aderito ad esso) l’invito ad astenersi.

Non Una di Meno però ha protestato ed ha annunciato che, nonostante la privazione dello sciopero, il movimento non rinuncerà ad occupare le piazze e le strade. In merito alla decisione dello stop allo sciopero  la Fp Cgil, Unicobas Flc e Usb hanno comunicato di non essere felici e che saranno in piazza insieme a Non una di meno.

La Commissione ha spiegato però di aver preso tale decisione per evitare che vi sia l’ennesimo aggravio per le istituzioni che sono coinvolte in attività atte alle prevenzione e sopratutto per contenere la diffusione del virus Covid 19.

Non Una di Meno ribatte allo stop dello sciopero

Il collettivo Non una di Meno in merito alla decisione del Garante replica che è un attacco al diritto di scioperare in nome dell’emergenza Coronavirus. Inoltre il collettivo sottolinea che, purtroppo, il peso di tale emergenza lo stanno vivendo sopratutto le donne nelle regioni in cui le ordinanze hanno portato alla chiusura delle scuole.

Molte lavoratrici, infatti, per questo hanno perso il salario o hanno ottenuto salari ridotti. Non Una di Meno parla delle insegnanti precarie o di quelle che  sono dovute restare a casa per stare insieme alle persone anziane o ai bambini.

Non Una di Meno ha posto anche l’attenzione sulle conseguenze prodotte in questi anni dal definanziamento della sanità pubblica a favore di quella privata e dello smantellamento del welfare. Il Movimento quindi comunica che, l’8 ed il 9 marzo nonostante vi sia l’impossibilità di astenersi dal lavoro salariato,  occuperà comunque le piazze e le strade in tutte le forme che si potranno realizzare. Questo per fa sentire la voce di tutte le donne contro la ” la violenza di una società che ci sfrutta, ci opprime e ci uccide”.

Unicobas, Usb e Cub: la protesta per il blocco dello sciopero

Così come Non Una di Meno anche i sindacati Unicobas, Usb e Cub protestano per la restrizione al diritto di sciopero: il blocco di essi, infatti, non favorisce la ripresa ma cancella i diritti. Proprio per questo l’Usb ritiene che sia necessario un intervento legislativo che ripristini il diritto a scioperare in Italia.

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