Salone del libro di Torino 2019: per Altaforte esposto per apologia di fascismo, chi ci sarà e chi non ci sarà

Proseguono le polemiche per l'edizione 2019 del Salone Internazionale del Libro di Torino. La sindaca di Torino e il presidente della Regione, infatti, hanno dato mandato di denunciare l'editore della casa editrice AltaForte per apologia di fascismo. Ecco le info e chi ci sarà e chi non ci sarà.

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Proseguono le polemiche per l'edizione 2019 del Salone Internazionale del Libro di Torino. La sindaca di Torino e il presidente della Regione, infatti, hanno dato mandato di denunciare l'editore della casa editrice AltaForte per apologia di fascismo. Ecco le info e chi ci sarà e chi non ci sarà.

Proseguono le polemiche riguardanti l’edizione 2019 del Salone Internazionale del Libro di Torino il cui inizio ci sarà domani 9 maggio e durerà fino a lunedì 13 presso l’Hotel NH del Lingotto Congress di Torino. Le ultime notizie ci comunicano che la sindaca di Torino e il presidente della Regione hanno dato mandato di denunciare l’editore della casa editrice Altaforte per apologia di fascismo.

La posizione della Appendino e di Chiamparino

La sindaca di Torino il cui nome è Chiara Appendino e il presidente dell Regione Chiamparino hanno dato mandato di denunciare l’editore della casa editrice vicina a Casapound “Altaforte” per apologia di fascismo. I due comunicano che Francesco Polacchi, rappresentante della casa editrice Altaforte, è estraneo allo spirito del salone del Libro a seguito delle dichiarazioni sul fascismo rilasciate mediante emittenti telefoniche e a mezzo radio. Le parole di Polacchi sono state le seguenti: “io sono fascista, l’antifascismo è il vero male di questo Paese”.

La Appendino e Chiamparino inoltre ritengono che nelle dichiarazioni di Polacchi ci sia una possibile violazione delle leggi dello Stato. Proprio per questo è stato inviato alla Procura della Repubblica un esposto affinché siano stesso i magistrati a valutare se vi siano i presupposti per rilevare il reato di apologia del fascismo nonché la violazione della Legge Mancino 305 del 1993.

La Legge Mancino

La legge Mancino, numero 205 del 25 giugno 1993 è un atto legislativo della Repubblica Italiana che condanna con sanzioni le azioni, i gesti e gli slogan legati all’ideologia nazifascista il cui fine è quello di incitare alla discriminazione e alla violenza per motivi religiosi, etnici e razziali. La legge, inoltre, condanna anche coloro che usano simboli legati a tali movimenti politici.

Si ricorda che qualora il reato risulti grave ci può essere reclusione fino ad un anno e sei mesi più una pena pecuniaria di 6.000 euro per chi propaganda idee sulla superiorità razziale o etnica e per chi istiga a compiere dei reati per tali motivi. Può esserci poi una reclusione da sei mesi a quattro anni per chi incita a commettere violenza o provocazioni per motivi nazionali, etnici, religiosi o razziali.

Chi ci sarà e chi non ci sarà al Salone del Libro di Torino

Roberto Saviano sarà presente al Salone del Libro di Torino in quanto lo scrittore comunica che la presenza fisica dà più forza delle parole. Inoltre lo stesso afferma quanto segue “per me che i sovranisti pubblichino libri e che magari li leggano anche, dato lo sfoggio che fanno della propria e della altrui ignoranza, è già una vittoria”.

Maurizio De Giovanni sarà presente in quanto ha chiarito che per lui non confrontarsi con le idee altrui è sempre un errore. Anche Michela Murgia ci sarà perché in questo modo non si lascerà lo spazio fisico e simbolico di tale manifestazione ai fascisti.

Il collettivo Wu Ming, invece, non sarà presente alla Fiera del Libro di Torino in quanto comunica che non farà mai nessuna iniziativa gomito a gomito con i neofascisti. Non sarà presente nemmeno Carla Nespolo che è la presidente dell’Anpi che avrebbe dovuto presentare il libro “La Gabriella in bicicletta” di Tina Anselmi. Il motivo per il quale non sarà presente è legato alla presenza intollerabile al Salone del Libro della casa editrice Altaforte che pubblica dei volumi che elogiano al fascismo.

Anche il museo-memoriale di Auschwitz-Birkenau ha avvertito la direzione del Salone del Libro di Torino che rinuncerà alla sua partecipazione se sarà presente anche lo stand della casa editrice Altaforte vicina al partito di Casapound.

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