Rincari alimentari: prezzi alle stelle per carne, latte, pane e pasta. L’allarme per l’autunno

Rincari alimenti: da cosa dipendono gli aumenti delle materie prime secondo Marco Lavazza

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In vista dell’autunno si temono forti rincari e prezzi alle stelle per molti alimenti come carne, pane, pasta e molto altro. Rincari che potrebbero diventare strutturali dal 2022.

Rincari alimenti: prezzi alle stelle già in autunno

I supermercati ma anche i panificatori sono in allerta, si teme infatti un’inflazione da costi sui consumatori, un record molto vicino a quello del 2088. La paura è di ricadute sui consumatori. Sulla questione dei rincari degli alimenti, diretta conseguenza degli aumenti delle materie prime, il Corriere della Sera ha intervistato Marco Lavazza, vice-presidente dello storico gruppo italiano produttore di caffè e presidente di Unione Italia Food.

La prima domanda posta a Lavazza dal giornalista Michelangelo Borrillo ha avuto per oggetto il rincaro dei prezzi “dalle bollette allo scaffale”. In primis, il numero uno di Unione Italiana Food ha sottolineato l’importanza di mettersi alle spalle la pandemia, ma non ha nascosto la preoccupazione per la scarsità di materie prime, che “potrebbe compromettere la ripartenza”.

L’intervista a Marco Lavazza sugli aumenti degli alimenti e gli scenari futuri

Entrando poi nel merito delle difficoltà del settore alimentare, Lavazza ha citato gli esempi del caffè verde, dei cereali e dello zucchero grezzo. Il prezzo del primo è aumentato del 50 per cento da inizio anno, mentre i cereali hanno raggiunto un costo che non si vedeva ormai da 10-15 anni, senza dimenticare la crescita esponenziale del prezzo dello zucchero grezzo, il cui prezzo è salito del 25 per cento nel corso degli ultimi mesi. Un’altra spina nel fianco è il costo del petrolio al barile, cresciuto fino al 77 per cento rispetto al mese di settembre dello scorso anno.

In tanti parlano di tempesta perfetta, non è da meno nemmeno Marco Lavazza, che punta il dito contro la pandemia, le speculazioni sulle materie prime e i problemi climatici.

La prima ha causato il blocco dei flussi, mentre le speculazioni hanno riguardato anche il settore alimentare, infine il cambiamento del clima ha determinato “scompensi sui raccolti”.

Nel corso dell’intervista rilasciata al Corriere, Lavazza ha poi dato la sua opinione se ci saranno o meno conseguenze per i consumatori: il presidente di Unione Italia Food ha sottolineato che molto dipenderà dai comportamenti che terranno le singole aziende e la filiera, ammettendo che “le tensioni sui prezzi sono forti, è plausibile che qualche aumento possa esserci”.

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