'Caos rientro a scuola il 26 aprile: le ipotesi al vaglio

Rientro a scuola 26 aprile, è caos: “Mancano i protocolli”, le ipotesi

Le scuole non hanno i locali adatti, mancano i protocolli e i trasporti non sono stati potenziati. Polemiche sul rientro a scuola il 26 aprile.

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Si tratta di una corsa contro il tempo con poche probabilità di riuscita: il rientro a scuola entro il 26 aprile sembra essere più un bel sogno. A partire da quella data, infatti, si prevede il ritorno in classe al 100 per cento in tutte le regioni e le aree che si troveranno in zona giallo o zona arancione. Il governo, inoltre, non è intenzionato ad ammettere deroghe. Non ci dovranno più essere governatori che “riscrivono le regole”.
I numeri parlano di circa un milione di studenti in più da riportare in classe, ma il vero problema è che mancano delle regole e dei protocolli che possano permetterlo in sicurezza. Lo dice chiaramente il capo del sindacato dei presidi l’Anp, Antonello Giannelli, quando afferma che “Se si torna al 100% in molte aule non sarà possibile rispettare il metro di distanziamento”. La soluzione è ridurre la presenza e l’alternanza con la DaD.

La mancanza di risorse per le scuole: in rientro a scuola entro il 26 aprile è una missione impossibile

La situazione in vista del rientro a scuola per il 26 aprile non è per nulla semplice. Al momento, sono già previsti gli ingressi scaglionati. Molte scuole hanno reintrodotto il sabato per permettere il rispetto delle regole su capienza di treni a autobus. Modificare ulteriormente gli orari sarebbe impossibile per la mancanza di personale. Ridurre la distanza già minima di un metro significa esporre la popolazione scolastica alla possibilità di contagio.
Una soluzione possibile per la riapertura delle scuole sarebbero i doppi turni: ma ci vorrebbero più docenti e più personale tecnico-amministrativo. Nulla in questo senso si vede all’orizzonte, ma del resto sarebbe anche troppo tardi.

Il vero problema è che si vuole riaprire la scuola, cosa di per sé ovviamente giusta, ma senza aver predisposto investimenti sufficienti. Si tratta di pura ideologia.
Nella giornata di oggi è previsto un incontro tra Luigi Fiorentino, capo gabinetto del Ministro Bianchi, con i sindacati. Successivamente, si dovrà discutere con il CTS, il quale si è già detto contrario all’allentamento delle misure e dei protocolli, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento di un metro. Infine, toccherà al Ministro Bianchi discutere con i rappresentanti di Regioni e Comuni.

Il decreto arriverà mercoledì: ipotesi sul rientro a scuola il 26 aprile

Dovrebbe arrivare entro mercoledì un nuovo decreto, con annesse circolari alle scuole, che dovrebbe riorganizzare il rientro a scuola per il 26 aprile.
Le opzioni sono varie, ma tutte presentano delle controindicazioni che sarà difficile risolvere in un paio di giorni. I sindacati chiederanno l’utilizzazione della mascherina Ffp2, l’obbligatorietà del cambio d’aria ogni ora o addirittura la necessità di tenere sempre aperte le finestre. Centrale, per i sindacati, poi deve essere il contact tracing. Il tracciamento dei contagi e lo screening continuo della popolazione scolastica deve essere al centro delle proposte del governo. Il tutto prevede una macchina organizzativa e una volontà di investimento che non sembrano essere all’ordine del giorno nel governo.
Un’altra ipotesi sembra essere quella della riduzione delle ore da 60 a 50 minuti. In tal senso, sarebbe necessario un intervento legislativo ad hoc. Si parla poi di doppi turni, ma presidi e insegnanti non sono d’accordo. Mancano le risorse umane per poter predisporre lezioni più scaglionate, non ci sono docenti a sufficienza così come manca il personale tecnico amministrativo.
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