Referendum online del Movimento 5 Stelle sull’immigrazione: bufala o verità?

Il tema dell’immigrazione e dell’abolizione del reato di clandestinità continua a creare scompiglio all’interno del Movimento 5 Stelle: un referendum online potrebbe essere la soluzione?

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Il tema dell’immigrazione e dell’abolizione del reato di clandestinità continua a creare scompiglio all’interno del Movimento 5 Stelle: un referendum online potrebbe essere la soluzione?

Il tema della legge sull’immigrazione è quanto mai attuale dopo la strage di Lampedusa. Pare che il Movimento 5 Stelle stia pensando di indire un referendum online sull’argomento. A sostenerlo è La Stampa, come si legge in un trafiletto a firma di Jacopo Iacoboni. La questione immigrazione ha creato parecchio scompiglio tra le file dei grillini: dopo la sconfessione da parte del leader e di Casaleggio ai senatori per la proposta dell’abolizione del reato di clandestinità. Grillo è atteso a Roma per cercare un chiarimento anche se il fronte dei senatori questa volta sembra restare compatto sulla sua posizione. Per superare l’empasse quindi l’unica soluzione sembra essere quella di un referendum online sull’immigrazione volto a raccogliere l’opinione degli attivisti del Movimento 5 Stelle nel nome della democrazia diretta.

La notizia comunque non è stata ancora confermata in via ufficiale. La questione all’interno del Movimento comunque resta perché riguarda non solo il “cosa” ma anche il “come”. Seppure il referendum si facesse e gli elettori votassero per l’abolizione del reato di clandestinità, resta il fatto che la presentazione della proposta  stata fatta in maniera personale, senza seguire l’iter tradizionale richiesto. Soprattutto considerando che all’interno del Movimento 5 Stelle, unito per gli obiettivi considerati primari del programma, esistono posizioni contrastanti, come ha sottolineato Vittorio Bertola in un post sul blog di Beppe Grillo: “La questione è se due parlamentari del Movimento 5 Stelle possano svegliarsi un bel mattino, guardarsi allo specchio, dire “cosa facciamo oggi? aboliamo il reato di clandestinità, dai”, e senza discuterne con nessuno, o al massimo con una manciata di colleghi, presentare la proposta e cercare di farla approvare. E la risposta, ovviamente, è no.   APPROFONDISCI – M5S: un movimento, tante divisioni. La faccenda del reato di clandestinità   A maggior ragione è no perché la materia è delicata e nel Movimento ci sono posizioni molto diverse. Il Movimento si è unito su altre priorità; deve occuparsi di lotta alla casta e ai privilegi, della crisi economica, della gente – italiana e straniera – che non arriva a fine mese (e in questo senso davvero non capisco cosa pensa di ottenere chi, in questa situazione, vorrebbe ancora aprire le frontiere e accogliere senza limiti altra gente che muore di fame).
Quelle sono le cose che ci uniscono; le altre ci dividono, e vengono abilmente usate dai partiti per disinnescare il pericolo che il Movimento rappresenta per il sistema”.
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