'Referendum cannabis, eutanasia e giustizia: cosa succede il 15 febbraio?

Referendum cannabis, eutanasia e giustizia: cosa succede il 15 febbraio?

La data da segnare è quella del 15 febbraio 2022: cosa succede in tale giornata per il referendum sulla cannabis, eutanasia e giustizia?

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Elezioni politiche

Il 15 febbraio è la data in cui la Corte Costituzionale darà il suo parere sugli otto referendum per i quali la Cassazione ha dato il via libera dopo la verifica sulla raccolta delle firme. Per la giustizia ci sono sei quesiti, c’è poi quello sulla cannabis e sull’eutanasia. Se la Corte darà parere favorevole, allora si potrebbe già votare in primavera.

Referendum cannabis, eutanasia e giustizia: cosa succede il 15 febbraio?

I referendum sulla giustizia sono sei e sono stati promossi dalla Lega e da 9 consigli regionali governati dal centrodestra e dai Radicali. I primi due riguardano la responsabilità civile dei magistrati e la separazione delle carriere.

Il terzo verte invece sulla custodia cautelare ovvero la custodia preventiva di un imputato in attesa di sentenza se si ritiene che possa esserci pericolo di fuga o inquinamento prove. In questo caso il carcere preventivo ci sarebbe solo in caso di pericolo per reati gravi. Con il quarto referendum si chiede invece di abolire la legge Severino. Esattamente la parte in cui si parla di incandidabilità e divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva. Sia Lega che i Radicali vogliono infatti che il giudice decida caso per caso. Il quinto referendum riguarda il requisito per la raccolta firme per il magistrato che si vuole candidare al Consiglio Superiore della Magistratura mentre il sesto interviene sulla valutazione dei magistrati. Radicali e Lega vogliono che anche i membri non togati votino per la valutazione dei magistrati.

Non solo giustizia, ci sono anche i referendum sulla cannabis e sull’eutanasia

Oltre al referendum sulla giustizia c’è anche quello sulla cannabis che interviene sul Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope.

Esso propone che venga depenalizzata la coltivazione e che si elimini il carcere per condotta illecita della cannabis. Ovviamente si fa l’eccezione dell’associazione finalizzata al traffico illecito. Se vince il sì, non ci sarà più la sospensione della patente come sanzione amministrativa per chi possiede una piccola quantità di sostanza stupefacente per uso personale. La guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di cannabis continuerebbe, si legge “comunque ad essere sanzionata penalmente dall’art. 187 del Codice della Strada“.
Infine per quanto riguarda l’eutanasia, il comitato promotore del referendum vuole introdurre l’eutanasia legale. Ovvero l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale, quello di omicidio consenziente, che punisce con una reclusione da 6-15 anni chi procura la morte di una persona con il suo consenso. Nel caso il Si passasse, l’eutanasia attiva compiuta nelle forme previste dalle legge non sarebbe punita. Resterebbe comunque il carcere per chi commette il fatto contro una persona incapace di intendere e di volere o contro chi ha dato il suo consenso per minaccia/violenza. Inoltre per chi commette il fatto contro un minore di 18 anni.
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