Raffreddore: il nesso con il freddo, i più colpiti e come proteggersi

L'autunno e l'inverno sono stagioni di malanni, primo tra tutti il raffreddore: ecco il nesso con il freddo, i più colpiti e consigli per evitare di contrarre il virus.

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L'autunno e l'inverno sono stagioni di malanni, primo tra tutti il raffreddore: ecco il nesso con il freddo, i più colpiti e consigli per evitare di contrarre il virus.

L’autunno e l’inverno sono stagioni di malanni, primo tra tutti il raffreddore. Quest’ultimo ha un’origine virale (causata solitamente da rhinovirus) che fa capolino sopratutto quando inizia il freddo per due importanti motivi. Le info in merito, i più colpiti e come proteggersi.

Il nesso tra raffreddore e freddo

Il raffreddore è il classico malanno che arriva con il freddo per colpa della pioggia o semplicemente per una corrente d’aria. Ci si chiede però perché in inverno ci si ammala di più rispetto all’estate: i motivi sono essenzialmente due. Il primo è perché il freddo rallenta il movimento del muco che ha il compito di formare una barriera contro il virus ed il secondo è perché quando fa freddo si trascorre più tempo in ambienti chiusi dove i virus possono circolare maggiormente e di conseguenza contagiare di più.

Il raffreddore è un’infiammazione acuta di origine virale che colpisce sopratutto le prime vie aeree respiratorie. Parliamo, quindi, del naso e della gola e può durare pochi giorni o addirittura settimane. Il raffreddore è molto contagioso e si trasmette in due diverse modalità: la prima è aerea e la seconda è per contatto diretto. Nel primo caso si contrae respirando dell’aria infetta (quando ad esempio una persona raffreddata emette colpi di tosse o starnuti) mentre nel secondo caso per contatto diretto con oggetti contaminati e quindi sopratutto con le mani.

I dati Istat sul raffreddore e chi sono i più colpiti

Sono tantissimi gli italiani che ogni anno sono vittima del fastidioso virus del raffreddore. Si conta il 46% della popolazione di un’età superiore ai quattordici anni e secondo i dati dell’Istat a causa del raffreddore si saltano circa 40 mila ore di lavoro e 20 mila ore di studio per un costo sociale che si aggira intorno ai 250 milioni di euro.

I più colpiti come si immagina sono i bambini che frequentano le scuole o gli asili in quanto in tali luoghi il virus si trasmette con maggiore facilità. E poi perché i bambini non hanno ancora sviluppato tutti gli anticorpi necessari per difendersi dai virus che generano il raffreddore. E ancora, sono colpiti anche coloro che sono stressati emotivamente. Questo perché le ghiandole surrenali liberano delle sostanze che riducono l’attività del timo, necessaria per difendere l’organismo dalle infezioni. E infine coloro che sono affaticati per la grande mole di lavoro.

Come proteggersi dal raffreddore

Il raffreddore, come spiegato, è molto contagioso. Lavando le mani frequentemente quando si è contatto con qualcuno oppure quando si tocca una maniglia potrebbe aiutare a non contagiarsi. E ancora, per evitare di contrarre il raffreddore si potrà anche cercare di evitare luoghi molto affollati come ad esempio i mezzi pubblici. In tali luoghi, infatti, cresce di molto la possibilità di contagio. Una volta raffreddati, però, non c’è nessuna terapia da seguire se non qualche antifiammatorio (previa consultazione del medico) o qualche farmaco per liberare le vie nasali. L’unica cosa da fare è quindi stare al caldo il più possibile ed attendere che passi.

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