Quinta ondata Covid in Italia quando e se arriva, e cosa potrebbe succedere

Covid quinta ondata: quando arriverà in Italia? Le parole di Sergio Abrignani.

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Mentre si va verso la fine dello stato d’emergenza a partire dal 31 marzo e l’addio graduale al Green Pass dal 1 aprile, è chiaro che la pandemia non è ancora finita anche se la maggior parte delle persone sono immunizzate e quindi protette dalla forma grave della malattia. Ma ci sarà una quinta ondata del covid?

Covid quinta ondata: quando arriverà in Italia? Le parole di Sergio Abrignani

Secondo Sergio Abrignani, immunologo dell’Università Statale di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico:

Non è possibile escludere una quinta ondata: questo è un virus nuovo e imprevedibile. Quello che possiamo fare è continuare a monitorarlo bene per intervenire se serve. Ma generalmente con la bella stagione i virus respiratori si attenuano. Prima dei vaccini avevamo una letalità di un caso su 50. Ora con Omicron la letalità è di un caso su 500-1.000 quando a contagiarsi è un vaccinato ma è di uno su 100 tra i non vaccinati”.

Il problema è che Omicron è un virus molto contagioso, per questo motivo visto l’alto numero di persone infette è possibile che con tante infezioni il numero alto di ricoveri e morti.

Abrignani si è espresso in merito alla mascherina al chiuso che potrebbe essere tolta a partire dal 1 maggio. A tal proposito ha chiarito che: “Arrivando l’estate e vivendo molto all’aperto tutto sarà più facile, ma ora al chiuso di una sala piena, con un ricambio d’aria relativamente basso, non penso che togliersela sia una buona idea”.

I contagi sono di nuovo in salita, le cause

L’ultimo bollettino Covid ha parlato di 60.415 nuovi casi con 370.466 i tamponi molecolari e antigenici. Secondo Gimbe è ancora presto per parlare di quinta ondata viste anche le differenze regionali.

Mentre se si segnala una bassa incidenza in Lombardia, Piemonte e Emilia -Romagna, altre regioni come Umbria, Puglia, Calabria, Marche, Basilicata, Lazio, Abruzzo e Toscana presentano un’alta incidenza.
Tra le cause vanno segnalati certamente il rilassamento della popolazione e allentamento delle misure, ma anche la diffusione di Omicron 2 che è ancora più contagiosa di Omicron e il calo della protezione vaccinale, senza contare le basse temperature che ancora costringono alle attività al chiuso.

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