Processo Mediaset: “Berlusconi fu un ideatore di sistemi illeciti”

Nessuna colossale truffa e macchinazione ai danni di Berlusconi. Lo affermano i giudici della Cassazione nella motivazione di condanna dell'ex premier nell'ambito del Processo Mediaset

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Nessuna colossale truffa e macchinazione ai danni di Berlusconi. Lo affermano i giudici della Cassazione nella motivazione di condanna dell'ex premier nell'ambito del Processo Mediaset

Silvio Berlusconi fu “ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo”. La Cassazione motiva così la condanna definitiva nel cosiddetto Processo Mediaset nei confronti dell’ex Premier, una conferma dopo quanto stabilito dai giudici di merito. Ben 208 pagine motivazionali, che vanno a riesaminare tutte le tesi difensive dei legali e i pronunciamenti avvenuti in primo e secondo grado avvenute nei mesi scorsi.  

Condanna Berlusconi: le ragioni della Cassazione

“Berlusconi conoscendo perfettamente il meccanismo ha lasciato che tutto proseguisse inalterato – si legge sulla sentenza – mantenendo nelle posizioni strategiche i soggetti da lui scelti e che si occupavano, e continuavano ad occuparsi, della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale”. Nessuno spazio per la tesi di truffa ai danni di Berlusconi avanzata dai legali. C’è “l’assoluta inverosimiglianza dell’ìpotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ardita per anni ai danni di Berlusconi – motiva la Cassazione – da parte dei personaggi da lui scelti e mantenuti negli anni in posizioni strategiche”. E inoltre, si legge, i personaggi chiave sono stati “mantenuti in posizioni strategiche anche dopo la dismissione delle cariche sociali da parte di Berlusconi e in continuativo contatto diretto con lui”. Motivo per cui “la mancanza in capo a Berlusconi di poteri gestori e di posizione di garanzia nella società non è dato ostativo al riconoscimento della sua responsabilità diretta”. Nella conferma di condanna a quattro anni per frode fiscale, si legge anche di un sistema indicato come “gioco di specchi sistematico” relativo all’acquisizione dei diritti tv, con “lievitazione di costi imponente ad ogni passaggio”.

Smentita, invece, le notizie di stampa su un presunto ordine di custodia per l’ex premier da eseguire in caso di decadenza da senatore. “Non c’è e non potrebbe esserci per rispetto della legge” ha sentenziato il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo.  

Alfano: “Il Pd ha il dovere di valutare attentamente le carte”.

“Invito il Pd a leggere le carte, a valutarle attentamente e ad approfondirle”. Così Angelino Alfano, vicepremier, ha commentato il nodo inerente la decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore. “Credo – ha proseguito – che il Pd debba per un attimo mettere da parte venti anni di battaglia personale nei confronti di Berlusconi, dimenticare quello che è stato considerato come il peggior nemico, per avvalersi di una più matura valutazione delle carte per vedere se davvero, come noi sosteniamo, questa norma sulla decadenza non sia applicabile al passato. Berlusconi – ha concluso – è diventato senatore ben prima che questa disposizione fosse approvata”.

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