Pos obbligatorio e soglia al contante a 60 euro, si cambia di nuovo?

Pos obbligatorio e soglia al contante a 60 euro, il Governo potrebbe fare marcia indietro.

di , pubblicato il
Tetto al contante Pos obbligatorio

Continua far discutere il il nuovo limite per il Pos obbligatorio a 60 euro. Immaginate di entrare in un negozio, prendere il prodotto che vi serve, andare alla cassa e sentirvi dire: “Deve pagare in contanti, fino a 60 euro non accettiamo il pos”. Magari in quel momento vi trovate senza contanti. Quindi l’unica soluzione è andare a prelevare denaro e tornare oppure rinunciare all’acquisto e andare dove il negoziante accetta sempre e comunque il Pos.

Ad oggi, riesce difficile immaginare un esercente che rifiuti il Pos fino ad un certo limite, ma nella nuova Legge di Bilancio, il Governo Meloni potrebbe inserire davvero la facoltà del commerciante o esercente a rifiutare il pagamento elettronico senza incorrere in sanzioni, per importi fino a 60 euro. Il governo, però, dopo le accuse di voler favorire l’evasione e impedire di pagare con la moneta elettronica, potrebbe fare marcia indietro.

Pos obbligatorio e soglia al contante a 60 euro, il Governo potrebbe fare marcia indietro

A spiegare cosa vuole fare il nuovo esecutivo è stato proprio presidente del Consiglio Giorgia Meloni:

“Si sta valutando di non obbligare i commercianti ad accettare il pagamento con pos per piccoli importi: noi fino a 60 euro non vorremmo obbligare, ma quella di 60 euro è una soglia indicativa, può essere anche più bassa, su questo c’è una interlocuzione in corso con l’Ue”

In sostanza, non è ancora detta l’ultima parola e il limite potrebbe essere abbassato a 40 euro.

Le nuove regole potrebbero prendere vita dal 1° gennaio, ma intanto sui social stanno circolando le immagini di alcuni negoziali che hanno già affisso cartelli in cui si avverte che non si accettano più pagamenti con carta sotto quella soglia.

A giugno, il governo Draghi aveva introdotto la sanzione per tutti gli esercenti che avessero preteso il pagamento in contanti senza nessuna soglia. Bastava già non accettare un pagamento con carta di 3 euro (per fare un esempio) per rischiare una multa di 30 euro. Si tratta del 4 per cento del valore della transazione “negata”. Con l’arrivo del nuovo Governo, le cose sono cambiate e nella prima bozza della legge di Bilancio, si era posto il limite a 30 euro. Quindi, gli esercenti che rifiutavano pagamenti con carta oltre quella soglia rischiavano la multa.

Che cosa potrebbe cambiare da gennaio, alcuni esercenti anticipano già che non aceteranno più il pos

A sorpresa, il Governo ha cambiato le carte in tavola e deciso di alzare il tetto a 60 euro. Anche se ora potrebbe fare marcia indietro. Infatti, la decisione sta creando dei problemi con Bruxelles, perché il governo non avrebbe rispettato uno dei pilastri del Recovery plan contro la lotta all’evasione. Anche la Corte dei Cori si è espressa in merito e ha specificato che alzare a 60 euro il tetto ai pagamenti e le mancanza di sanzioni per chi si rifiuta, risultano non coerenti con “l’obiettivo di contrasto all’evasione fiscale previsto nel Pnrr”.

Se davvero il Governo confermerà la soglia, questo significa che sarà impossibile pagare un taxi con carta, visto che molti tassisti si rifiuteranno di accettare il Pos. Allo stesso modo, diventerà più difficile pagare con la carta nei mercati, nei piccoli negozi e con gli artigiani. Senza nessuna sanzione potrebbero sparire i Pos anche in molte strutture turistiche, ristoranti e stabilimenti balneari. Ora resta da capire se il limite sarà abbassato a 40 euro. Ma le polemiche non mancano e anche questa cifra sembra scontentare la maggior parte degli italiani, che evidentemente amano pagare con la carta e vogliono all’Europa.

Argomenti: ,