Pomodoro cinese spacciato per italiano: le conseguenze

Le conseguenze per l'economia: pomodoro cinese spacciato per italiano. Il servizio di Striscia la Notizia.

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Ieri 3 maggio a Striscia la notizia si è tornati a parlare del pomodoro cinese spacciato per italiano e delle conseguenze per l’economia soprattutto dell’Africa. Max Laudadio nel servizio ha spiegato quali sono gli effetti di questa pratica nonché dell’importazione ed esportazione dei pomodori provenienti dalla Cina e rivenduti in paesi terzi.

Le conseguenze per l’economia: pomodoro cinese spacciato per italiano

Alla fine di aprile in una nota azienda toscana (non aveva nemmeno la concessione edilizia) c’è stato il sequestro di pomodoro cinese spacciato per italiano. Quest’ultimo era realizzato con grosse percentuali di pomodoro concentrato estero (extra Ue) miscelato a quantità dosate di semilavorati di pomodoro italiano. Il Comando tutela Agroalimentare dei Carabinieri ha anche sequestrato i dati contabili dell’azienda. Quelli amministrativi e di laboratorio che erano chiaramente falsi. Il prodotto, quindi, presentava delle caratteristiche di origine e composizione diverse da quelle reali.
Striscia 3 anni fa aveva denunciato questa pratica quando fu intervistò Jean Baptiste Malet, l’autore del libro “Rosso Marcio”. Quest’ultimo all’epoca riferì che “prodotto italiano” significa avere il 5% di concentrato italiano con le altre percentuali luoghi anche extra Ue.

Importazione ed esportazione pomodoro cinese

Nel servizio di Striscia la Notizia, Jean Baptiste Malet ha comunicato che i cinesi per conquistare il mercato (soprattutto africano) usano un prodotto che è dannoso per la salute perché contiene additivi chimici. Il problema, però, non è solo per la salute degli africani ma anche per i contadini africani in quanto si verifica una competizione non leale.
Dell’esportazione del pomodoro cinese, Striscia ne ha parlato anche con l’Anicav, l Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali. Giovanni De Angelis in un’intervista del 28 aprile 2018 ha spiegato che in Italia dalla Cina si importano 33 mila tonnellate di pomodoro.

L’85% viene poi esportato nei paesi terzi mentre il resto resta in Europa.

L’esportazione del pomodoro cinese e l’immigrazione

La pratica dell’esportazione del pomodoro cinese alimenta, però, spiega Laudadio anche altre operazioni. In merito a ciò Jean Baptiste Malet ha spiegato di aver conosciuto un ragazzo del Senegal a Foggia durante la raccolta dei pomodori. Il ragazzo gli ha raccontato che prima lavorava nel suo paese in un’azienda che si occupava della trasformazione del pomodoro. Con la competizione del prodotto cinese, poi, tale azienda è stata chiusa. Il giovane è dovuto quindi emigrare in Europa per trovare lavoro.
Per Laudadio, quindi, oltre alla salute si alimentano anche altri problemi come quello dell’immigrazione. In sintesi il passo tra il business e l’esportazione del pomodoro e l’aumento dell’immigrazione per mancanza di lavoro sembra essere molto breve. Non tutte le aziende che lavorano in questo settore, però, alimentano tale fenomeno.

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