Pillole di iodio contro le radiazioni da bombe nucleari, è corsa all’acquisto: cosa non fare mai

Pillole di iodio contro le radiazioni da bombe nucleari, che cosa sono e perché sono così cercate.

di , pubblicato il
Pillole di iodio

La guerra in Ucraina e i combattimenti vicino alla centrale nucleare ucraina hanno portato ad una enorme richiesta di pillole a base di iodio contro le radiazioni. Negli ultimi giorni sono aumentate le richieste e le ricerche di queste pillole, anche se gli esperti mettono in guardia.

Pillole di iodio contro le radiazioni da bombe nucleari, che cosa sono e perché sono così cercate

In Belgio, le compresse di ioduro di potassio vengono distribuite gratuitamente presentando la carta di identità. Ne sono già state consegnate 1500 scatole con dieci pillole, un numero destinato a salire nei prossimi giorni, con le prime stime che parlano di 30mila confezioni acquistate a breve termine.

Anche in Svizzera le pillole vengono consegnate gratuitamente alla popolazione che abita entro 50 chilometri dalle centrali nucleari. Un trend che è in salita anche in Italia, dove le ricerche sono aumentate dopo le notizie degli attacchi alle centrali ucraine.

Perché bisogna fare attenzione a prenderle di propria iniziativa

Secondo l’Agenzia federale belga per il controllo nucleare, queste pillole non vanno assunte di propria iniziativa ma solo su indicazione delle autorità:

“Le pastiglie di iodio non offrono protezione contro altre sostanze radioattive dalle quali, in caso di emergenza, è necessario ripararsi. In caso di fuoriuscita di radiazioni, i minori di 18 anni, in particolare i più piccoli, sono maggiormente a rischio di sviluppare tumori. Lo stesso vale per le donne in gravidanza o in allattamento, mentre gli adulti dai 18 ai 40 anni hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla tiroide”.

Queste pillole erano già state usate dopo l’incidente di Chernobyl per prevenire tumori e impedire l’accumulo dell’agente radioattivo: “L’inalazione di aria contaminata e l’ingestione di cibo e acqua potabile contaminati possono portare all’esposizione interna alle radiazioni e all’assorbimento di iodio radioattivo principalmente da parte della tiroide”.


Nonostante il boom di ricerche, però, gli esperti sconsigliano in assoluto il fai da te, quindi è importante assumere le pastiglie in dosi opportune e non come preventivo in assenza di radioattività.

Vedi anche: Paura Guerra nucleare, come funzionano le bombe atomiche e quanto sono distruttive

Argomenti: ,