Pianura padana e qualità dell’aria: cresce la preoccupazione

Da uno studio pubblicato sul The Lancet Planetary Health emergono dati non buoni sui livelli di inquinamento in alcune aree dell'Europa e sopratutto della Pianura Padana.

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Da uno studio pubblicato sul The Lancet Planetary Health emergono dati non buoni sui livelli di inquinamento in alcune aree dell'Europa e sopratutto della Pianura Padana.

Da uno studio pubblicato sul The Lancet Planetary Health eseguito dal Barcelona Institute for Global Health, Swiss Tropical and Pubblic Health Institute e Utrecht University emergono dati non buoni sui livelli di inquinamento in alcune aree dell’Europa e sopratutto della Pianura Padana.

Lo studio pubblicato sul The Lancet Planetary Health

Dallo studio pubblicato sul The Lancet Planetary Health emerge una forte preoccupazione sulla qualità dell’aria in Pianura Padana. Proprio per questo è stato chiesto all’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po di effettuare scelte innovative per tutelare l’ambiente ed i cittadini in un momento come questo in cui l’Europa chiede che vi sia una svolta verde.

L’Oms ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità comunica intanto che se si rispettassero le linee guida diramate si potrebbero evitare tanti morti precoci (circa 51.900) per l’esposizione alle polveri sottili e di biossido di azoto. Purtroppo tra i luoghi in cui si registrano i picchi maggiori c’è, come detto, la Pianura Padana ma anche la Polonia e la Repubblica Ceca.

Come migliorare la situazione dell’inquinamento dell’aria

Dallo studio pubblicato sul Lancet Planetary Health emerge che la Pianura Padana è il posto con i tassi di inquinamento atmosferico tra i peggiori in Europa ed addirittura in relazione a morte, malattia ed inquinamento tra le città venete spicca Vicenza. Quest’ultima è terza in Italia e la quarta in Europa per decessi la cui concausa è la presenza di polveri sottili nell’aria. In merito a ciò Simona Siotto, assessore all’Ambiente della città, ha dichiarato che è necessario invertire la rotta con misure coordinate e integrate.

Ma come migliorare la situazione? L’ANBI spiega che una soluzione sarebbe quella di investire nella “gassificazione con pirolisi di impianti in cui il combustibile siano piante ed arbusti“. Anche gli impianti di arboricoltura potrebbero aiutare non solo a migliorare la qualità del suolo ma anche quella dell’aria. Inoltre si dovrebbe promuovere con più enfasi la decarbonizzazione puntando sulla sperimentazione dell’idrogeno in diversi settori come sta facendo anche la Fincantieri nella progettazione delle navi da crociera del futuro.

Con i fondi europei si potrebbero creare nuovi progetti ma il sostegno maggiore dovrebbe arrivare dalla responsabilità di ognuno nei confronti dell’ambiente.

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