Perché si sta parlando degli allevamenti intensivi dei salmoni in Scozia

L'inchiesta sugli allevamenti intensivi dei salmoni in Scozia continua a far discutere.

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Allevamenti intensivi salmoni

Da una settimana a questa parte diversi media internazionali si stanno occupando degli allevamenti intensivi dei salmoni in Scozia, dopo la pubblicazione di un report da parte di una rete di ONG guidata da Compassion in World Farming, organizzazione per il benessere degli animali d’allevamento. L’indagine, intitolata “Gabbie subacquee, parassiti e pesci morti: perché è necessaria una moratoria sull’espansione dell’allevamento dei salmoni in Scozia” e condotta tra il settembre e novembre dello scorso anno, ha portato alla luce dei preoccupanti livelli di mortalità tra i pesci.

In Italia l’inchiesta è stata ripresa a fine marzo dalle seguenti associazioni: Sea Shepherd Italia, Jane Goodall Institute Italia, Essere Animali, ENPA, CIWF Italia Onlus, Animal Law, Animalisti Italiani e Animal Equality, come riporta l’approfondimento de La Stampa pubblicato nella sezione online La Zampa.

“Questo è completamente inaccettabile”

Tasso di mortalità del 25% prima della macellazione, che di solito avviene dopo il compimento di due anni d’età, gravi deformità, occhi mancanti: sono solo alcune delle denunce mosse dalle associazioni che hanno preso parte in maniera attiva all’indagine sugli allevamenti intensivi del salmoni in Scozia. “Questo è completamente inaccettabile”, il giudizio unanime rilasciato dalla rete di ONG coinvolta nel report shock, che si impegna a “fermare immediatamente la continua espansione dell’allevamento del salmone scozzese”.

Danni anche per l’ambiente

Una delle principali criticità emerse al termine dell’inchiesta è l’aumento dei pidocchi di mare. Per porre rimedio alla proliferazione in massa di questi parassiti, l’industria ha tentato la via dei trattamenti chimici, o con idrolizzatore e termolizzatore, fallendo però. Infatti, il report sottolinea come proprio a causa dei trattamenti avviati negli ultimi anni dall’industria per liberare i salmoni d’allevamento dai pidocchi molti pesci muoiano prima di arrivare all’età di due anni.

Va da sé, infine, che tali trattamenti arrechino profondi danni all’ambiente, con l’indice puntato sui rifiuti organici e chimici, responsabili del cambiamento della chimica dei sedimenti, letale per la vita marina.

Non è la prima volta che si parla della pericolosità degli allevamenti intensivi, non solo dei salmoni, ma anche di altri animali come bovini e suini. Una battaglia portata avanti anche da Essere Animali, organizzazione che spesso si è occupata di fermare questa piaga dagli effetti disastrosi non solo per gli animali ma anche per la salute dell’uomo.

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