Perché per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue potrebbero essere necessari ben 20 anni

Duro stop da parte di Germania e Francia per l'ingresso dell'Ucraina in Unione Europea. Ecco perché ci vorrà tempo.

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Chi si aspettava una netta accelerata dell’Ucraina nell’Unione Europea, rimarrà fortemente deluso, è molto probabile infatti che ci vorranno una ventina di anni o quasi per vedere questo ingresso in UE e i motivi sono molteplici. Alla Germania, ora anche la Francia si aggiunge a questa frenata.

Ingresso Ucraina UE, i tempi si allungano

Non sarà semplice vedere l’Ucraina nell’UE, nei giorni scorsi la Germania, attraverso il cancelliere federale tedesco Olaf Scholz, si era espresso in merito alla questione dando parere sostanzialmente negativo per quanto riguarda una procedura rapita. Accelerare i tempi sarebbe irrispettoso verso gli altri che invece stanno ancora aspettando o hanno aspettato tanto per entrare in Europa, e fa un chiaro riferimento ai paesi Balcanici. Ecco le sue parole: “Che non ci sia alcuna scorciatoia per l’Ucraina è anche una questione di lealtà nei confronti dei sei Paesi dei Balcani occidentali”.

In effetti, come dargli torto? La stessa guerra in Ucraina sembra aver mobilitato l’occidente tutto in un modo tale come se fosse l’unica guerra in atto da secoli. In realtà, ci sono tante nazioni in cui le guerre sono all’ordine del giorno, eppure non se ne parla affatto. È naturale che l’impatto politico di questo conflitto proprio nel cuore dell’Europa è decisamente più rilevante a livello globale, ma ciò non significa che il grido di aiuto delle vittime delle altre guerre deve essere ignorato. Ad ogni modo, dopo la Germania, anche la Francia scala la marcia e affonda il piede sul freno.

Ingresso Ucraina UE, da Berlino a Parigi

Si uniscono le voci di frenata da Berlino a Parigi. Ecco le parole di Clement Beaune, nuovo ministro francese per gli Affari europei: “Bisogna essere onesti. Se diciamo che l’Ucraina entrerà nell’Ue fra 6 mesi, un anno o 2 anni mentiamo. Non è vero. Si tratta senza dubbio di 15 o 20 anni, è molto lunga”. Queste due posizioni sono in contrasto con quelle del nostro premier Mario Draghi, il quale chiede invece un’accelerata in questo senso. Sappiamo bene però quanto peso abbia l’Italia in UE, ossia pochissimo.

La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen ha però tutt’altro ascendente e anch’essa si è detta favorevole a velocizzare le cose. Staremo a vedere.

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