Perché il cibo spazzatura crea dipendenza causando anche vere e proprie crisi di astinenza

Il termine “junk food” è stato coniato nel 1951. Dopo quasi sessant’anni è arrivato il momento di eliminarlo

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Il termine “junk food” è stato coniato nel 1951. Dopo quasi sessant’anni è arrivato il momento di eliminarlo

La lista nera dei cibi incriminati è molto lunga e ad amarli non sono solo i giovani, ma tutte le generazioni. Lo ‘junk food’ (lo chiamano così in America dal 1951) crea dipendenza ed è arrivato il momento di eliminarlo dalla nostra dieta quotidiana. E anche se noi italiani continuiamo a chiamarlo ‘cibo spazzatura’ con la speranza di non rimangiarlo più, ci ricaschiamo. E anche spesso.

 

Cibo malsano, con un bassissimo valore nutrizionale, ricco di grassi e zuccheri. Causa di obesità, diabete, malattie cardovascolari, cancro e anche depressione. Quando parliamo di cibo spazzatura ci viene subito da pensare alla pizza surgelata, al cheeseburger, alle patatine, al cioccolato, alle bevande gasate e agli snack, ma sono solo una parte dei cibi contro cui puntare il dito. Ma esiste veramente una relazione fra cibo spazzatura e assuefazione. Dovrebbe bastare sapere il contenuto di questi cibi per scoraggiarci, ma poi li proviamo e una volta assaggiati, diventa difficile rinunciarci.

 

Secondo uno studio condotto da Erica Schulte presso la University of Michigan e pubblicato sulla rivista medica Appetite nel 2018 ma tornato virale in questi giorni, appunto il consumo eccessivo di cibo spazzatura può scatenare una vera e propria forma di dipendenza, dando origine, nel momento in cui ci si priva di questi alimenti ipercalorici, a sintomi di astinenza simili a quelli che proverebbe un tossicodipendente nei confronti della droga da cui dipende. Irritabilità, stati d’ansia, nervosismo, depressione e mal di testa possono essere gli effetti di una privazione dal cibo di cui ormai non si può fare a meno. Nello studio condotto dal team di ricercatori di Erica Schulte sono stati coinvolti 231 volontari che hanno deciso di eliminare i cibi da cui si sentivano dipendenti.

 

I partecipanti hanno quindi riportato tutti i sintomi fisici e mentali avvertiti nei primi giorni di disintossicazione: tristezza, irritabilità e un forte desiderio di mangiare ancora ciò di cui si erano privati; questo nei primi cinque giorni di disintossicazione, poi fortunatamente, con il passare dei giorni, i sintomi iniziano a diminuire di intensità. Lo studio americano conferma le evidenze e i risultati già riportati da altre ricerche mediche su questo tema, ossia che è proprio vero, il consumo di cibo spazzatura provoca dipendenza come la droga.

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