Pensioni sociali, reddito di cittadinanza e invalidità, quando la disparità è all’ordine del giorno: lo sfogo di una lettrice

Differenze di trattamento e incapacità nell'affrontare le questioni di invalidità, pensioni sociali e reddito di cittadinanza: la risposta ad una lettrice.

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Differenze di trattamento e incapacità nell'affrontare le questioni di invalidità, pensioni sociali e reddito di cittadinanza: la risposta ad una lettrice.

Una nostra lettrice, la signora Anna Maria, ha scritto in Redazione in merito all’articolo Dal reddito di cittadinanza al bonus bebè: andranno davvero a chi ne ha bisogno? L’inchiesta della Gabanelli. La domanda che pone è perché un coniuge con più di 65 anni con un reddito familiare che si aggira intorno ai 900 euro può percepire l’assegno sociale (intorno ai 458 euro) godendo anche di buona salute, mentre un disabile che dovrebbe percepire intorno ai 516 euro al mese si debba sottoporre costantemente a visite come se fosse “davanti al Tribunale del’Inquisizione”. La signora si chiede le ragioni di questa disparità e cosa succederà con il reddito di cittadinanza.

L’inchiesta della Gabanelli

L’inchiesta svolta dalla Gabanelli nella striscia del lunedì sera all’interno del Tg di Mentana ha evidenziato che 6,5 miliardi di euro su 18 totali di misure che vengono prese a sostegno della povertà non vanno a chi ne ha veramente bisogno. Le pensioni sociali o meglio gli assegni sociali (oggi si chiamano così), quelli di cui parla la signora Anna Maria sono delle prestazioni economiche erogate a cittadini italiani e stranieri che vivono in condizioni disagiate e con redditi inferiori alle soglie annuali previste dalla legge (come comunica l’Inps). L’importo di tale assegno è di 458 euro per tredici mesi ed il nuovo limite di reddito familiare del 2019 per accedervi è pari a 5.954 euro se si è soli e 11.908 euro se si è coniugati. Chi non è sposato e non ha reddito percepirà l’assegno per intero così come chi è sposato ed ha un reddito familiare inferiore al totale annuo dell’assegno. L’assegno ridotto, invece, verrà erogato a chi non è sposato con reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno e a chi è sposato ed ha un reddito familiare compreso come comunica l’Inps ” tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno”.

Tornando all’inchiesta della Gabanelli le pensioni sociali, purtroppo, quelle che dovrebbero essere erogate ad anziani in gravi condizioni sociali vengono erogate anche a chi ha redditi superiori ai 9.360 euro.

In tale quadro si colloca anche il reddito di cittadinanza che sarà erogato a chi ha un Isee inferiore ai 9.360 euro. Il problema è che fino ad oggi non sono stati eseguiti incroci sui conti correnti e la Guardia di Finanza ha scoperto che il 60% di tali dichiarazioni sono false.

La bozza di Governo del Reddito di cittadinanza

Nella bozza del reddito di cittadinanza si evince che potranno accedervi i cittadini italiani ed i residenti in Italia in via continuativa da almeno dieci anni dalla data di presentazione della domanda. Il problema in quest’ultimo caso, come comunica la Gabanelli, è che non esiste un’anagrafe nazionale per gli immigrati per cui come fa ad esempio il comune di Bologna a sapere che l’immigrato ha trascorso 5 anni della sua vita a Palermo? Prima di far partire il reddito di cittadinanza, quindi, si dovrebbe creare l’anagrafe nazionale.

Tornando alla bozza del reddito di cittadinanza il requisito per accedervi è di avere un ISEE inferiore ai 9.360 euro, un valore del patrimonio immobiliare (stabilito ai fini Isee) diverso dalla casa di abitazione non superiore a 30 mila euro e un valore del patrimonio mobiliare (come definito ai fini Isee) non superiore a 6.000 euro più 2.000 euro in aggiunta per ogni componente del nucleo familiare dopo il primo fino a 10 mila euro. Ci sarà un incremento di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo ed un incremento di 5.000 euro per ogni componente con disabilità presente nel nucleo (come definito dal modello Isee). Infine il valore del reddito familiare dovrà essere inferiore ad una soglia di 6.000 euro all’anno moltiplicata per il parametro corrispondente della scala di equivalenza. La soglia sarà incrementata a 7.560 euro ai fini di accesso alla pensione di cittadinanza e incrementata a 9.360 euro qualora il nucleo familiare risieda in una abitazione in locazione come definito da modello Isee.

Conclusioni

Cara signora Anna Maria io sono perfettamente d’accordo con lei. È ingiusto che chi ha una disabilità grave possa essere richiamato dall’Inps per la conferma dello stato invalidante.

Sulla questione riguardante la disparità di trattamento, è dal Governo che ci si dovrebbe aspettare una distribuzione più equa delle risorse e che sopratutto esse possano arrivare davvero a chi ne ha bisogno.

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