Partiti politici: la mappa dei pro e dei contro gli F35

I grossi partiti politici acconsentono allo sperpero di denaro pubblico, ma la protesta è dilagata in rete con la nascita del “Movimento No F-35”.

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L’Italia si è impegnata ad acquistare dagli USA ben 131 esemplari di F-35 JSF (Joint Strike Fighter) stanziando qualcosa come 16 miliardi di euro. Al di là dell’utilità di tali macchine da guerra di cui non si comprende minimamente l’esigenza, non sono mancate le forti polemiche rivolte a una classe politica completamente distaccata dalla realtà e che la stampa ha subito cercato di soffocare sul

Molti media, in stretta relazione con politica e mondo industriale, hanno tutto l'interesse a far si che le informazioni che arrivano ai cittadini, siano poche e non chiare.

nascere. Del resto il compito dei media di massa è proprio quello di distorcere le informazioni facendo passare per buone iniziative di palazzo che in realtà non lo sono. Come, nel caso recente e più eclatante che ha riguardato la mancata candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020. Sono riusciti a farci credere che la manifestazione sportiva avrebbe rischiato di compromettere le finanze pubbliche a fronte di una spesa preventivata fra 8 anni pari alla metà di quella stanziata per i caccia F-35 e che avrebbe creato – secondo i dati della commissione Fortis – 29 mila posti di lavoro. Così il dissenso, imbavagliato ad arte dalla stampa servile, ha trovato spazio in rete, su Facebook e su Twitter, dove è nato il “Movimento No F35” con un largo seguito di contributi liberi e pacifici. In molti si stanno ancora chiedendo se la partecipazione italiana all’acquisto e alla costruzione dei nuovi velivoli militari di ultima generazione sia una grande opportunità economica e una reale necessità per la difesa del paese, ma a tutt’oggi si fatica a trovare una risposta. Oltretutto le ricadute occupazionali sul territorio saranno scarse, anzi si andrà a sottrarre denaro da altre attività socialmente utili che porterebbero posti di lavoro e benefici sociali.   Una follia da 16 miliardi per accontentare la cricca militare e le banche Siamo alla follia finanziaria – hanno commentato i manifestanti “NO F-35” il 12 Novembre scorso a Novara (dove si costruiranno gli F-35), perchè “la ricaduta occupazionale è bassissima (la stima

La sensazione è che questa sia la solita, miope, strategia messa in atto per far crescere il PIL, senza guardare al benessere sociale.

maggiore parla di 15 miliardi per dare lavoro a 600 persone per 30 anni, che significa 25 milioni per ciascun posto di lavoro, 830.000 € annui per ciascun lavoratore). Francamente, se lo scopo è di fare qualche cosa per far lavorare qualcuno, allora costerebbe di meno pagare 600 persone per fare nulla o poco più. Ma è evidente – prosegue il Movimento No F-35 – che si tratta della solita strategia in uso per far crescere beceramente il Pil, senza guardare all’occupazione prodotta, alla qualità della stessa, al benessere sociale e alla sostenibilità delle trasformazioni economiche, continuando a spingere sulla costruzione di infrastrutture gigantesche e inutili e sui favori alle grandi imprese, mentre le PMI affondano. Tutto questo non fa altro che rafforzare gli oligopoli, arricchire gli amici ed indebitare gli stati cioè i cittadini che finiscono nelle fauci delle banche private. In questo contesto, verrebbe da pensare che la potentissima casta militare, ben insediata a palazzo ed egregiamente rappresentata dal Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, uomo di fiducia del Capo dello Stato, che ha respinto l’ipotesi di abbandonare il progetto F-35, sia del tutto assente alle esigenze primarie del paese e indifferenze alle problematiche che stanno flagellando il mondo occupazionale e le famiglie italiane. Ma forse è sempre stato così. Deve prevalere la ragion di Stato o meglio ancora, la ragion delle banche che sono diventate proprietarie dello Stato.   Tra i partiti protestano solo Di Pietro, Verdi e Terzo Polo

Antonio Di Pietro è uno dei pochi che in Parlamento ha chiesto il taglio della spesa che l'Italia dovrebbe sostenere per l'acquisto degli F35

Fa specie vedere che i maggiori partiti politici appoggino in sordina costosissimi progetti di morte depistando al contempo l’attenzione della gente su problematiche diverse. Non c’è da meravigliarsi quindi, se in campo politico, solo Di Pietro e Verdi hanno chiesto esplicitamente di tagliare questa spesa invitando il governo a riconsiderare il costo astronomico da sostenere. Tuttavia, con la crisi e i sacrifici richiesti ai cittadini dall’esecutivo, si sta allargando il fronte politico a sostegno della riduzione delle spese militari. Così anche da parte del Terzo Polo e del Fli si è abbattuto un coro di critiche sul governo per l’acquisto di 131 caccia F-35 al punto che l’esecutivo ha deciso alcune settimane fa di ridimensionare la spesa acquistando dalla Lockheed Martin “solo” 100 dei 131 aerei ordinati inizialmente (ogni caccia F-35 costa 120

Il Terzo Polo, come Antonio Di Pietro e i Verdi, è contrario all'acquisto dei cacciabombardiari.

milioni).
Ma se il fronte politico che sostiene il governo appare determinato a non concedere altro spazio alle polemiche, il movimento pacifista non si arrende chiedendo a gran voce di mettere in cantina il progetto destinando tutte le risorse economiche ad altri scopi, dato che il costo iniziale di un velivolo del genere è destinato a lievitare a dismisura col tempo per costi di manutenzione.
Anche perché – come riportato dal Pentagono – il caccia F-35 è aereo poco affidabile, che non funziona come dovrebbe e che avrà bisogno di continui interventi per svolgere i propri compiti. Insomma, c’è il rischio che gli americani ci stiano vendendo una patacca, così oltre al danno, si aggiungerebbe anche la beffa.   I 10 PUNTI DEL DOSSIER F-35

F-35: inizio della storia. Chi decise di comprare Perchè proprio gli F35 americani? Ecco i motivi dichiarati F35: Un progetto fallimentare e pieno di problemi L’Italia potrebbe sottrarsi all’acquisto degli F35? Gli sviluppi del governo Monti sugli F35: il gioco delle 3 carte 30.000 militari di carriera da riposizionare in 20 anni: F35 salvi Tutti i rischi dell’operazione F35: – lavoro, + armi I costi della difesa italiana: 23 miliardi di euro, F35 esclusi – Partiti politici: la mappa dei pro e dei contro gli F35 … Le reazioni di cittadini e società civile: il fronte del No F35….
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