'Omicron porta alla paralisi, ecco il terribile sintomo che arriva nel sonno

Omicron porta alla paralisi, ecco il terribile sintomo che arriva nel sonno

La paralisi del sonno come terribile sintomo di Omicron, la nuova variante del Covid spaventa ancora di più.

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Nuova variante indiana

Spunta un nuovo spaventoso sintomo per la variante Omicron. Ci avevano detto che era più contagiosa ma meno grave e aggressiva, e invece quello che viene fatto notare oggi è sicuramente un sintomo spaventoso, stiamo parlando della paralisi del sonno.

Omicron e la paralisi del sonno

Un sintomo spaventoso quello individuato ora dagli esperti, stiamo parlando della paralisi del sonno. Secondo il Ssn “la paralisi del sonno è quando non puoi muoverti o parlare mentre ti svegli o ti addormenti”. Si tratta di un disturbo che può colpire in qualsiasi fase del sonno e che si verifica quando appunto i muscoli non rispondono ai comandi del cervello perché in pratica il corpo è ancora addormentato mentre le nostre attività cognitive cerebrali sono nella fase di veglia.

In linea di massima è un fenomeno che dura solo pochi secondi ed ha ancora tutta una tradizione folcloristica alle spalle con superstizioni e tradizioni popolari che si modificano solitamente a seconda della regione di appartenenza. La risposta della scienza però è più convincente, viene classificata tra le parasonnie, trattasi di paralisi fisiologica dei muscoli caratteristica della fase Rem che si inserisce in un momento di transizione tra la veglia e il sonno.

Omicron, il sintomo che non ti aspetti

Ma cosa centra la paralisi del sonno con Omicron? A differenza della variante Delta, Omicron non colpisce i polmoni, ma le alte vie respiratorie. Non è però chiaro il motivo di questo sintomo da associare al nuovo Covid, sta di fatto che diverse persone che l’hanno contratto ne fanno cenno. Bisogna precisare che la paralisi del sonno è un fenomeno estremamente raro e del tutto innocuo, tutti lo abbiamo provato o lo proveremo una o due volte nella vita, ma non ha alcuna conseguenza, se non lo spavento.

Insomma, benché quei pochi secondi siano da incubo, non è nulla di grave, anche se l’esperienza rimane segnante.

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