Oggi è la Giornata mondiale senza tabacco: in Italia fuma più del 40% dei ragazzi

Oms contro il marketing delle sigarette rivolto ai giovani

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Oms contro il marketing delle sigarette rivolto ai giovani

Fari puntati sui giovani. Infatti, il tema scelto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la Giornata mondiale senza tabacco 2020 che si celebra oggi 31 maggio, è proprio ‘Tabacco e tattiche dell’industria per attivare le giovani generazioni’. L’obiettivo dell’Oms è proprio quello di sfatare alcuni miti sul tabacco per fornire ai giovani conoscenze e strumenti per fare scelte di vita salutari e non cedere alle lusinghe di prodotti gravemente nocivi per la salute.

“Per decenni l’industria del tabacco ha deliberatamente utilizzato strategie aggressive e ben finanziate per indurre i giovani a fumare”: afferma l’Oms per aumentare tra i ragazzi la consapevolezza di essere un bersaglio. Fino a oggi, infatti, la strategia delle industrie ha mostrato di funzionare. Così, anche se il tabacco uccide la metà di chi ne diventa dipendente, il marketing delle sigarette cattura, in Italia, il 42,5% dei 15-19enni, stando a un sondaggio di Astraricerche e Fondazione Veronesi reso noto nei giorni scorsi. Non solo: diversi report indicano che l’abitudine al fumo è sempre più precoce e comincia già alle medie. Per esempio, pur segnalando numeri in progressivo calo negli anni, i dati più recenti dello studio europeo Espad (che monitora l’impiego di alcol, tabacco e sostanze illegali nella popolazione studentesca) rivelano che il 6,8% dei 12enni ha già provato a fumare.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), durante il lockdown sono diminuiti i fumatori di sigarette tradizionali, ma sono aumentati i consumatori di tabacco riscaldato e sigaretta elettronica (e-cig), alto il numero anche di chi li ha provati per la prima volta proprio durante questo periodo. Tra i fumatori di sigarette tradizionali chi non è riuscito a smettere ha invece aumentato il numero di sigarette fumate.

I dati sono stati presentati nel corso del convegno annuale dell’ISS, che quest’anno, a causa della pandemia Covid-19, si è tenuto in streaming.

Durante il lockdown la prevalenza dei fumatori è passata dal 23,3% al 21,9%. 1,4 punti percentuali in meno che corrispondono ad una stima di circa 630 mila fumatori in meno (circa 334 mila uomini e 295 mila donne). Rispetto alle fasce d’età hanno cessato il consumo di sigarette circa 206 mila giovani tra 18-34 anni, 270 mila tra 35 e 54 anni e circa 150 mila tra 55 e 74 anni. Inoltre un altro 3,5% della popolazione pur non cessando completamente il consumo dei prodotti del tabacco ha diminuito la quantità consumata. Secondo i dati Istat si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93 mila morti l’anno nel nostro Paese; più del 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.

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