'Nuovo decreto Natale: lockdown per variante Omicron, rischio pandemia B

Nuovo decreto Natale, cabina di regia il 23 dicembre: lockdown a gennaio per la variante Omicron, Italia rischia una pandemia B

Nuovo decreto Natale, le ipotesi sul tavolo del Governo.

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Nuovo decreto Natale

Il 23 dicembre si terrà una nuova cabina di regia, il premier Draghi sta studiando il nuovo decreto Natale che dovrebbe portare ad una stretta di Capodanno e che prevede tampone ai vaccinati per partecipare a grandi eventi e Green Pass ridotto, sul tavolo c’è anche l’obbligo di Green Pass per il centro commerciale e la mascherina all’aperto.

Variante Omicron e nuovo lockdown possibile, in Italia una pandemia B

La situazione in Italia, infatti, sta peggiorando come nel resto d’Europa a causa della variante Omicron che corre. Da inizio gennaio alcune regioni rischiano la zona arancione, il che significherà restrizioni più pesanti rispetto alla zona gialla e un incubo lockdown che non è affatto scongiurato. Infatti la variante Omicron raddoppia i casi ogni 2-3 giorni e gli esperti prevedono a gennaio picchi di 40-50mila casi mentre gli anestesisti prevedono un aumento del 70% dell’occupazione delle terapie intensive. Secondo Guido Rasi, consulente di Figliuolo, se davvero la variante Omicron bucasse il vaccino, per il nostro paese significherebbe una nuova pandemia, un altro virus.

Per questo motivo il governo farà il punto della situazione il 23 dicembre con un nuovo decreto Natale che avrà anche il compito di raccomandare alcune norme per passare le feste in sicurezza.
Nuove restrizioni non sono affatto da escludere, come ha sottolineato Rasi a Mezz’ora in più: “Se la variante Omicron bucasse completamente il vaccino sarebbe praticamente un altro virus. Sarebbe una pandemia B”.

Nuovo decreto Natale, le ipotesi sul tavolo del Governo

Tra le restrizioni possibili a cui il governo sembra pronto per salvare le feste ci sarà il tampone anche ai vaccinati per partecipare a grandi eventi pubblici, decisione che non è stata presa bene dagli esperti convinti che si tratterebbe di una misura punitiva nei confronti di chi ha fatto il proprio dovere. Tra le ipotesi anche il vaccino obbligatorio per altre categorie di lavoratori oltre che sanitari, docenti e forze dell’ordine. Altre misure allo studio sono la mascherina obbligatoria all’aperto e la durata del Green Pass a 7 mesi o forse a 5, fino alla possibilità di vietare ogni sorta di festa e veglione a Capodanno per scongiurare assembramenti.

Per quanto riguarda la durata del Green Pass, il problema non è da poco poiché la maggior parte degli italiani hanno ricevuto la seconda dose tra luglio e agosto e questo significa che a gennaio il Certificato Verde scadrà a molte persone, che per il rinnovo avrebbero tempo ancora poche settimane.

Altre ipotesi riguardano la possibilità di estendere il Green Pass anche ai centri commerciali. Di fatto, il Pass Verde sarebbe necessario praticamente per ogni luogo al chiuso dopo il trasporto pubblico.
Si pensa anche se introdurre delle raccomandazioni per veglioni e feste private come il consiglio di sottoporsi al tampone prima di andare alle feste e indossare la mascherina il più possibile, oltre ad arieggiare le stanze e mantenere comunque il distanziamento.

Il prossimo 23 dicembre, insomma, si discuterà su:
-riduzione del Green pass a 7 o 5 mesi;
-il tampone ai vaccinati per i grandi eventi;
-mascherina all’aperto
-l’obbligo di Green pass per centri commerciali e grandi magazzini.

Vedi anche: Natale e Capodanno in zona gialla per 25 milioni di italiani: cosa cambia tra mascherine all’aperto e test anche ai vaccinati

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