Nuova ondata covid tra reinfezioni e casi gravi tra vaccinati a causa degli anticorpi “impazziti”

Nuova ondata covid, la ricerca sulla malattia grave anche tra vaccinati. Più casi di reinfezione.

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Nuova variante indiana

Gli esperti sembrano ormai concordi nel ritenere molto probabile una nuova ondata covid per la variante Omicron 5, che si noterà nelle prossime due o tre settimane. Con il nuovo boom dei contagi covid si temono anche le reinfezioni e il rischio di malattia seria anche nei soggetti vaccinati. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Immunology, a cui hanno preso parte l’Asst Spedali Civili di Brescia, l’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, l’Irccs Ospedale Bambino Gesù di Roma e l’Università di Roma Tor Vergata, dietro ai casi di malattia grave anche in chi si è vaccinato ci sarebbero degli auto-anticorpi, ovvero alcuni anticorpi “impazziti”.

Nuova ondata covid, la ricerca sulla malattia grave anche tra vaccinati

La ricerca si è svolta analizzando 48 pazienti tra i 20 e gli 86 anni vaccinati con due dosi, che hanno avuto la malattia grave. 42 casi su 48 avevano sviluppato anticoropi contro il covid grazie al vaccino ma per 10 di loro si erano sviluppati anche auto-anticorpi che hanno ridotto la risposta immunitaria. Come ha sottolineato il professor Giuseppe Novelli, che ha preso parte allo studio: “la presenza di auto-anticorpi è quindi alla base di un difetto di risposta nell’immunità intrinseca che ha di fatto superato la normale immunità adattativa indotta dalla vaccinazione”.

Aumentano i casi di reinfezione, ecco chi è più a rischio

Con la variante Omicron 5, inoltre, aumentano anche i casi di reinfezione e secondo gli ultimi dati dell’ISS, dal 24 agosto 2021 al 5 giugno 2022 sono stati segnalati 532.755 casi di reinfezione, con un aumento nell’ultima settimana a causa delle nuove sottovarianti Omicron. Più a rischio sono le donne, i giovani e gli operatori sanitari oppure chi si è vaccinato da più di 120 giorni.

Nel report dell’ISS si legge che le donne sono più a rischio per via della loro maggior presenza in ambito scolastico o come caregiver. Anche i giovani tra 12 e 49 anni sono a rischio reinfezione “a causa di comportamenti ed esposizioni a maggior rischio, rispetto alle fasce d’età over 60 anni”.

Secondo gli esperti, nonostante la preoccupazione per via della maggiore contagiosità della variante Omicron 5, l’efficacia del vaccino resta alta. Si va dal 68% nel prevenire la malattia severa per i vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, per arrivare al 87% nei vaccinati con booster.

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