Non vaccinati senza Green Pass licenziati e l’azienda che paga i tamponi: i casi che fanno discutere

Lo chef che licenzierà chi è senza Green Pass e l'azienda che paga i tamponi ai dipendenti.

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Il decreto Green Pass che obbliga i dipendenti ad avere il Certificato per lavorare dal 15 ottobre, impone anche delle sanzioni e la sospensione dello stipendio per chi non si adegua. Non si parla, però, di licenziamento. Non la vede così Antonello Colonna, chef di ‘Resort Colonna’, che ad Adnkronos ha affermato che licenzierà i dipendenti senza Green Pass.

Lo chef che licenzierà chi è senza Green Pass

Lo chef, infatti, sostiene l’importanza del vaccino come atto civile. Per cui ha affermato che se:

“Entro il 15 ottobre i dipendenti non avranno il green pass saranno licenziati. I clienti si sentono tutelati grazie al certificato verde, da noi non ci sono stati problemi di salute e non lo vedo discriminatorio richiederlo. Noi ristoratori siamo una sorta di protezione civile e apportiamo un beneficio per la salute pubblica”.

Le parole dello chef, dunque, aprono un caso su come le aziende stanno gestendo l’obbligo del Green Pass a partire dal 15 ottobre. Diversamente, ci sono altre aziende che preferiscono in qualche modo tutelare i dipendenti.

L’azienda che paga i tamponi ai dipendenti

È il caso dei lavoratori di NaturaSì, che per permettere ai tutti i dipendenti di lavorare pagherà i tamponi ai dipendenti che non vogliono vaccinarsi.

Questo per evitare discriminazioni e rispettare la libertà di tutti. Di fatto, nel decreto si parla del tampone che deve essere a carico dei dipendenti e non delle aziende, proprio perché il Certificato Verde ha lo scopo di persuadere gli scettici a vaccinarsi. Il presidente di NaturaSi, Fabio Bescacin, aveva lanciato un messaggio a tutti i 1650 dipendenti dell’azienda confermando che questa si sobbarcherà i costi dei tamponi per rispettare la libertà individuale.

Anche alcuni sindacati avevano chiesto che fossero le aziende ad occuparsi dei tamponi, richiesta non accolta dal Governo. I due casi riportati, quindi, possono rappresentare degli esempi lampanti di come le aziende stanno gestendo la questione Green Pass.

Vedi anche: Green Pass obbligatorio, sospensioni e verifiche: i punti ancora da chiarire

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