Morti per smog: sul podio Brescia e Bergamo

Uno studio condotto e pubblicato su The Lancet Planetary Health ha analizzato la mortalità da NO2 e PM2.5: male Madrid ma anche Brescia e Bergamo.

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Da uno studio pubblicato sul The Lancet Planetary Health emergono dati non buoni sui livelli di inquinamento in alcune aree dell'Europa e sopratutto della Pianura Padana.

Le città di Brescia e di Bergamo hanno il tasso di mortalità da particolato fine PM 2.5 più alto in Europa secondo quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Utrecht, del Global Health Institute di Barcellona e del Tropical and Public Health Institute della Svizzera. Il comune di Bergamo però ha replicato che i dati sono vecchi e non sanitari. Le info in merito.

Lo studio sulle morti per smog

Lo studio condotto e pubblicato su The Lancet Planetary Health ha analizzato la mortalità da NO2 ovvero da biossido di azoto e Madrid è risultata la città europea con maggiori decessi. Torino e Milano, invece, si sono piazzate rispettivamente al 3° ed al 5° posto. Applicando le linee guida dell’Oms, però, ogni anno molte morti potrebbero essere evitate.

Nella top five delle città con maggiore mortalità da NO2 c’è come detto Madrid seguita da Antwerp in Belgio e Torino. Al quarto posto troviamo Parigi mentre al quinto c’è Milano.

Nella top five delle città con maggiore mortalità da PM2.5 c’è al primo posto Brescia con percentuale annuale di PM2.5 di 27.5 seguita da Bergamo con una percentuale di 26.1. Secondo l’analisi se si applicassero le linee guida dell’Oms a Brescia potrebbero essere evitati 232 morti mentre a Bergamo 137. Nella top five europea c’è poi al terzo posto Karvinà in Repubblica ceca, al quarto Vicenza ed al quinto Silesian Metropolis in Repubblica Ceca.

La replica del comune di Bergamo

Il comune di Bergamo in merito a tale analisi ha comunicato che lo studio, così come era stato già evidenziato dal comune di Brescia, si rifà a dati vecchi di almeno 6 anni.

Si riferisce infatti al database del 2015 in quanto la qualità dell’aria negli anni successivi è migliorata.

Bergamo così come Brescia ha poi evidenziato che lo studio dell’Università di Utrecht è di tipo modellistico e non usa apparentemente dei dati sanitari. L’obiettivo è quello di far capire quanto sia importante per la salute umana rispettare i valori limite comunicati dall’Oms.

Sottolinea poi che la qualità dell’aria di Bergamo non è eccellente ma in miglioramento costante e progressivo secondo i diversi monitoraggi dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. Negli ultimi anni, infatti, il comune ha creato numerose iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico come ad esempio l’incentivo per rottamare le caldaie a gasolio in città. C’è poi il progetto BergamoRespira e le tante azioni messe in atto per disincentivare l’utilizzo dei mezzi privati.

Non è la prima volta che si effettuano tali report, in quello del 2020 di Legambiente Mal’Aria tutto italiano, ad esempio, al primo posto c’era ad esempio Torino ma per superamento del limite di PM10.

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