Morti per polveri sottili: l’Italia è prima in Europa

Il nostro paese è primo in Europa e undicesimo nel mondo per morti premature da esposizione alle polveri sottili Pm2.5.

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Il nostro paese è primo in Europa e undicesimo nel mondo per morti premature da esposizione alle polveri sottili Pm2.5.

Uno studio pubblicato su The Lancet evidenzia che l’Italia ha un nuovo record negativo: è prima in Europa per morti a causa delle polveri sottili ed è undicesima nel mondo. Gli esperti hanno stimato che le morti totali premature per esposizione alle Pm2.5 in Europa sono 281 mila. In pericolo c’è sopratutto la salute dei neonati e dei più piccoli in quanto il loro sistema immunitario e respiratorio non si è sviluppato ancora del tutto.

Polveri sottili: il record negativo dell’Italia

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica inglese di ambito medico The Lancet svela che l’Italia è prima in Europa e l’undicesimo paese nel mondo per morti premature da esposizione alle polveri sottili Pm2.5. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha comunicato che lo scorso marzo l’aria inquinata ha ucciso circa 80 mila persone nel nostro paese. L’ha collocato poi ancora più su in classifica tendendo forse in considerazione altri gasi nocivi come il Pm10 ovvero il particolato che può essere anche di origine naturale nonché l’ozono e il biossido di azoto.

Ogni anno a causa dell’inquinamento dell’atmosfera morirebbero circa 8 milioni di persone sia all’aperto che in locali chiusi. In merito a ciò, ricordiamo che Nuova Delhi, la megalopoli indiana, a inizio novembre è stata ricoperta per giorni da una foschia densa e fitta di fumo proveniente da campi bruciati dopo la mietitura. Gli abitanti della grande città hanno infatti denunciato il fatto di non riuscire a respirare e di essere per questo costretti a rimanere in casa. Inoltre a tale forma di inquinamento sempre a Nuova Delhi si è aggiunto anche quello del traffico, delle emissioni delle industrie e dei fuochi d’artificio utilizzati per la festa di Diwali creando di fatto un cocktail micidiale.

In tali giorni le Pm 2.5 hanno toccati dei livelli di venti volte superiori a quelli tollerabili dalle linee guida emanate dall’Oms.

45.600 morti in età precoce

Lo studio “Countdown on Health and Climate Change” pubblicato sulla rivista The Lancet comunica che nel 2016 in Italia ci sono state 45.600 morti in età precoce e ciò dovrebbe far riflettere dato che gli incidenti stradali hanno causato nel 2018 3.334 morti.

Il clima è impazzito, basti pensare a ciò che è accaduto a Venezia nei giorni scorsi con un innalzamento dell’acqua che non si registrava da anni. Essa ha sommerso ampie zone della città raggiungendo un livello massimo di 187 centimetri. Di fatto si è avvicinata ai massimi livelli del 1966 quando ci fu l’alluvione e toccò i 194 centimetri. Il problema è che l’acqua alta c’è sempre stata ma negli ultimi anni il fenomeno è sempre più frequente a causa del cambiamento climatico.

I fenomeni atmosferici stanno sconvolgendo tutta la penisola e ci stanno anche uccidendo. Se non si farà qualcosa molte zone verranno cancellate e ci saranno anche forti danni economici. Soltanto il maltempo dello scorso autunno nella mostra Penisola e precisamente in Triveneto è costato 5 miliari di euro con forti ricadute sul sistema sanitario, sui servizi pubblici e ovviamente sui raccolti.

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