McDonald’s offre 3000 posti di lavoro, la Cgil non approva e polemizza

McDonald's, la casa dell'hamburger, offre 3000 posti di lavoro; la Cgil non approva per la mancanza di trattative sindacali.

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McDonald's, la casa dell'hamburger, offre 3000 posti di lavoro; la Cgil non approva per la mancanza di trattative  sindacali.

McDonald’s, la nota catena di fast food, si sta facendo da qualche giorno, pubblicità su reti tv e stampa nazionale: offre 3000 poti di lavoro. In un periodo in cui non si fa altro che parlare di disoccupazione, di crisi del mondo del lavoro sicuramente il messaggio della casa dell’hamburger è sicuramente di ottimismo. “Noi di McDonald’s nell’Italia ci crediamo.

Per questo diamo lavoro ad oltre 16.000 persone e ne assumeremo oltre 3.000 nei prossimi tre anni”, questo dice il video della pubblicità che la McDonald’s sta facendo girare in tutta Italia, in un periodo in cui sempre più spesso il lavoro diventa fonte di sfruttamento, la multinazionale oltre ad attirare i giovani lavoratori ha associato il suo nome, oltre che alla serietà di un’azienda che offre lavoro, anche a uno spiraglio di ottimismo nel buio della crisi. Ma la campagna pubblicitaria in questione non è piaciuta alla Cgil, che probabilmente si sente esclusa dal mondo lavorativo offerto dall’azienda americana. La sigla sindacale lamenta la mancanza di confronto tra azienda e forze sindacali per quanto riguarda il contratto integrativo aziendale a livello nazionale. La multinazionale ha un elevato numero di dipendenti con contratti a tempo indeterminato, anche se il problema principale dei contratti rimane la qualità: infatti l’80% dei lavoratori del fast food hanno contratti part time che prevedono il lavoro notturno e anche nei giorni festivi, fa notare la Cgil cercando di sminuire il lavoro offerto da McDonald’s. La campagna pubblicitaria di McDonald’s McDonald’s Italia ha replicato prontamente all’accusa mossa dal sindacato “La Cgil è oramai incapace di rappresentare i lavoratori e i giovani e capace solo di fare polemiche pretestuose. Il fatto è che abbiamo già assunto 200 persone in appena venti giorni nei nuovi punti vendita. In questi tempi di crisi stiamo dando speranza a un paese. Circa il 70% dei dipendenti ha un contratto part-time perché siamo costretti da sindacati come la Cgil perché rifiuta qualunque tipo di contratto spalmato su più ore, in base anche ai nostri picchi lavorativi del pranzo e della cena.
Così, per avere flessibilità organizzativa siamo costretti a ricorrere a forme contrattuali a tempo parziale” spiega Roberto Masi, amministratore delegato. Per chi cerca lavoro, in un periodo come questo, meglio lavorare part time, di notte e nei festivi piuttosto che non lavorare per niente, forse è questo che la Cgil non capisce.

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