Maturità 2020, caos prove e ammissioni: quali scenari se si torna a scuola oppure no

Nell’Italia ferma a causa del Coronavirus, ecco cosa potrebbe accadere agli esami di maturità 2020: prove, ammissioni e tanto altro.

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Nell’Italia ferma a causa del Coronavirus, ecco cosa potrebbe accadere agli esami di maturità 2020: prove, ammissioni e tanto altro.

Si tratta di una situazione assolutamente inedita per la scuola: gli esami di maturità 2020 potrebbero presentare delle caratteristiche uniche e prevedere delle semplificazioni nelle prove. Si attendono proprio in questi giorni le dichiarazioni della Ministra Azzolina, la quale evidentemente sta attendendo di vedere l’evoluzione dell’epidemia da Coronavirus: ci sono in fatti proposte, come quella di Matteo Renzi, per far rientrare in classe a maggio almeno gli studenti dell’ultimo anno della secondaria di primo e secondo grado, proprio in vista degli esami di fine percorso, e soltanto dopo aver effettuato lo screening a professori e allievi. In realtà, sembra essere difficile che si possa tornare a scuola, occorre valutare con attenzione la situazione medica e sanitaria e non andare in contro a rischi inutili. In un articolo pubblicato su Repubblica, Corrado Zunino annuncia quali potrebbero essere gli scenari per la maturità 2020.

La questione delle ammissioni all’esame di maturità 2020

La prima riflessione che svolge il giornalista di Repubblica riguarda proprio la questione dell’ammissione all’esame di maturità: secondo la sua prospettiva, non ci saranno ‘non ammessi’ e tutti potranno partecipare alle prove. Le difficoltà della didattica a distanza sono state parecchie: innanzitutto, la difficoltà incontrata dal punto di vista tecnico – non tutti gli allievi hanno avuto la possibilità di partecipare e alcuni docenti hanno inteso la DaD semplicemente come strumento per assegnare compiti a distanza non accompagnando l’intervento didattico con le dovute spiegazioni; in secondo luogo, la DaD presenta dei limiti intrinseci non solo dal punto di vista della relazione di insegnamento/apprendimento che dovrebbe essere ‘viva’ e concreta, ma soprattutto per quanto concerne la valutazione degli obiettivi raggiunti.

Lo scenario più probabile è quello di una promozione di massa in tutti gli ordini di scuola e in tutte le classi, così come alla maturità 2020. Del resto, la DaD rischia di creare disparità che non sono ammissibili all’interno di un’istituzione pubblica.

Cosa succede se si torna a scuola? Scenari sulle prove della maturità 2020

Nell’analisi dei possibili scenari, resta comunque presente quello del rientro a scuola nel mese di maggio. Cosa cambierebbe in sostanza? I limiti della didattica a distanza, perpetrata per mesi, resterebbero, ma l’esame di maturità 2020 potrebbe svolgersi in questa maniera: una prova scritta di Italiano a carattere nazionale, anche se il ministero dovrà tenere conto, soprattutto per la traccia di storia o d’italiano, dei rallentamenti nello svolgimento del programma; una prova scritta d’indirizzo la cui elaborazione sarebbe compito delle stesse commissioni, dunque non ministeriale, in maniera tale che vengano sviluppate a partire da quanto si è riuscito effettivamente a svolgere in questi mesi difficili. La commissione dovrebbe essere comunque formata soltanto da docenti interni alla classe con il solo Presidente esterno affinché l’esame abbia validità.

Cosa succede se non si torna a scuola? L’esame di maturità 2020 ai tempi del Coronavirus

Lo scenario più plausibile è quello che prevede l’impossibilità del rientro a scuola per allievi e professori. In questo caso, cambierebbe davvero tutto per la maturità 2020: sembra da escludersi la possibilità di svolgimento di prove scritte a distanza – sarebbe assolutamente inutile e non si potrebbe effettuare alcun tipo di vigilanza seria sullo svolgimento. In questo caso, allora, si andrebbe verso un sistema che prevedrebbe una sola prova orale, ma decisamente irrobustita: si pensa infatti a un colloquio che potrebbe durare anche un’ora o più, in maniera tale da prevedere, oltre il classico confronto, anche lo svolgimento di esercizi o traduzioni a impronta. Anche il punteggio sarebbe stravolto, non essendoci più le prove scritte: il colloquio varrebbe esso solo 60 punti (gli altri 40 sono quelli che provengono dal percorso scolastico).

Il tutto potrebbe iniziare il 17 giugno 2020.

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