Macchinisti Metro B: 2000 euro al mese per 3 ore di lavoro e protestano

I macchinisti della linea B di Roma che stanno mettendo in crisi il sistema sotterraneo di trasporto pubblico della capitale protesta per una lotta dei vecchi macchinisti che non vogliono rinunciare agli straordinari.

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I macchinisti della linea B di Roma che stanno mettendo in crisi il sistema sotterraneo di trasporto pubblico della capitale protesta per una lotta dei vecchi macchinisti che non vogliono rinunciare agli straordinari.

Quella dei 452 macchinisti che stanno rallentando la Metro B di Roma è una protesta che nasconde dietro una lotta per continuare a fare straordinari nonostante le assunzioni di 40 nuove unità; almeno questa è l’ammissione di un ex sindacalista durante i primi giorni della protesta dei macchinisti (Sciopero metro B Roma: ancora disagi). I macchinisti in questione hanno uno stipendio che in media si aggira attorno ai 2300 euro mensili, che con gli straordinari possono addirittura arrivare a quasi il doppio. Il contratto di lavoro dei macchinisti prevede 160 ore lavorative al mese, con la giornata lavorativa di 6 ore e 10 minuti, ma a quanto sembra delle 6 ore lavorative soltanto 3 vengono trascorse realmente a condurre i locomotori della metropolitana. Il resto delle ore viene trascorso a disposizione per le emergenze o per movimentare i treni. Inoltre i macchinisti, grazie ad un accordo firmato nel 2006 compensano l’orario lavorativo con un turnone, che rientra nel monte ore, di 8 ore e 17 minuti, che è turno straordinario ma non è straordinario essendo contemplato nel contratto di lavoro. Nell’ultimo incontro coi sindacati i macchinisti hanno proposto di far rientrare nel’accordo anche la linea B, aumentando così il turnone di 2 ore e portandolo a 10 ore e 17. Ma quello che non si sa è che un terzo dei macchinisti cercano di evitare il turnone con giorni di malattia, utilizzando la legge 104 (che prevede permessi per assistere parenti invalidi). Quindi nonostante le condizioni lavorative tutt’altro che cattive, i 452 macchinisti della linea B protestano, rallentando i pendolari romani che la linea B la usano tutti i giorni e mettendo in crisi il sistema della metropolitana capitolina: infatti i macchinisti si rifiutano di effettuare i turni straordinari per ogni cavillo.

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