Luttwak inveisce contro Draghi: è il peggiore di tutti, un venditore di droghe

Attacco di Edward Luttwak alla UE e, in particolare, alla BCE di Mario Draghi, accusata di avere "drogato" il mercato dei bond governativi.

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Attacco di Edward Luttwak alla UE e, in particolare, alla BCE di Mario Draghi, accusata di avere

E’ durissimo l’attacco che il politologo americano Edward Luttwak rivolge all’indirizzo delle istituzioni europee sulla saga della Grecia e, in particolare, alla BCE. Il punto di partenza dell’analisi è la pessima gestione della crisi del debito ellenico, che la UE avrebbe dovuto prendere in mano, mostrando ad Atene, spiega, il libro delle regole e facendole comprendere che o le avrebbe seguite o ci sarebbe stato un addio all’euro. Invece, continua, la Grecia non ha seguito le regole per 5 anni e le istituzioni europee hanno dato vita a un incredibile tira e molla, che ha minato alle basi della loro credibilità. Sarebbe meglio per Luttwak che i paesi membri tornassero solo al mercato comune, che è stata una cosa positiva e ha funzionato. L’uscita di Atene dall’Eurozona, spiega, sarebbe solo un colpettino alle macerie della costruzione europea.   APPROFONDISCI –  La BCE di Draghi ha 3 armi contro la crisi greca, vediamole  

L’attacco a Draghi: venditore di droghe

Ma i toni più duri Luttwak li conserva per la BCE di Mario Draghi, “la peggiore di tutti”, “l’anello debole del negoziato europeo”. Secondo il politologo, il governatore italiano si sarebbe comportato come un “venditore di droghe”, avendo fornito liquidità alle banche, perché queste acquistassero i titoli di stato dei paesi, il cui valore sarebbe stato altrimenti carta straccia. “Non può finire bene”, conclude Luttwak. L’attacco dell’americano a Draghi è tra quelli rarissimi nel panorama politico e finanziario internazionale, riscuotendo il numero della BCE la stima pressoché unanime nel panorama mondiale. Ma non è la prima volta che il governatore si espone alle critiche derivanti anche dalla stessa Francoforte.

Le due sue azioni più controverse ad oggi hanno riguardato il varo del “quantitative easing”, gli stimoli monetari per 60 miliardi di euro al mese, consistenti nell’acquisto di titoli di stato, titoli Abs e “covered bond”, nonché nel sostegno alle banche elleniche con il programma di emergenza ELA, che fornisce loro liquidità.   APPROFONDISCI – Grecia: niente aiuti, ma niente default? Ecco un’ultima carta di Draghi  

BCE divisa su sostegno a banche Grecia

La scorsa settimana, il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, ha avvertito Draghi che non dovrebbe più erogare finanziamenti agli istituti ellenici in assenza di un accordo. E’ probabile che oggi il board non aumenti il tetto della liquidità,  fissato da oltre 2 settimane a 88,6 miliardi, riservandosi di verificare che l’accordo da poco siglato con i creditori sia attuato dalla Grecia. Sabato sera, in occasione dell’Eurogruppo, sempre Draghi è stato al centro di uno scontro con il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, il quale lo ha interrotto con “non sono uno stupido, non trattarmi come tale”, mentre il governatore spiegava il taglio del debito ellenico del 2012 a carico degli investitori privati. E’ la spia, comunque vada, del fatto che la BCE stia prestando il fianco a crescenti invettive in queste settimane, anche se spesso dai contenuti contrapposti. Per alcuni farebbe troppo poco per sostenere la liquidità del sistema bancario della Grecia, per altri lo starebbe mantenendo in vita artificiosamente.   APPROFONDISCI – La Grecia chiede all’ESM 51 miliardi in 3 anni e stasera Draghi decide sulle banche    

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