'Lockdown di fatto per non vaccinati dal 10 gennaio: ecco dove scatta

Lockdown di fatto per non vaccinati dal 10 gennaio: ecco dove scatta e la corsa ai tamponi di terza generazione

Alcune regioni in zona arancione dal 10 gennaio, parte il lockdown dei no-vax.

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Secondo le previsioni degli esperti, sembra ormai certo che la curva dei contagi salirà ancora, nella giornata di ieri si sono toccati i 170mila casi, un numero che è destinato a salire a causa della variante Omicron, ormai dilagante in tutto il paese.

Alcune regioni in zona arancione dal 10 gennaio, parte il lockdown dei no-vax

Il peggioramento generale è molto chiaro e lo si nota dal fatto che dal 10 gennaio, molto probabilmente Liguria, Calabria, Marche e provincia di Trento andranno in zona arancione. Si attendono gli ultimi dati dell’Iss per sapere con certezza se davvero queste regioni cambieranno colore. L’arancione, di fatto, segna delle restrizioni più severe rispetto alla zona gialla. Per i no-vax scatterà una sorta di lockdown forzato, visto che non potranno spostarsi dal proprio Comune se non per ragioni di salute, lavoro o necessità e l’accesso non sarà consentito nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi.

A questo va aggiunto che sempre dal 10 gennaio, scatterà il Green Pass rafforzato per mezzi pubblici, treni, hotel, palestre e tutti quei luoghi dove prima non era previsto.

Necessario un piano B contro la variante Omicron

Secondo il fisico epidemiologo della Northeastern University di Boston Alessandro Vespignani è fondamentale che il governo pensi ad un piano B, per fronteggiare la variante Omicron e l’impennata di contagi che comunque potrebbe dare filo da torcere agli ospedali:

“Nonostante la protezione dei vaccini e la minore severità di Omicron, il numero di infezioni e la velocità di crescita fanno sì che l’impatto sugli ospedali sia destinato a crescere. Per questo servono dei piani B. Se poi non ce ne fosse bisogno, tanto meglio, ma credo che i cittadini sarebbero confortati dal sapere quali strategie ha in mente il governo a seconda delle traiettorie epidemiche plausibili”

Per scovare il covid-19, intanto, dopo che si era sottovalutato il potere dei tamponi antigenici, si sta facendo largo l’ipotesi di usare quelli rapidi di terza generazione, che ovviamente non sono come quelli molecolari ma funzionando a aimmunofluorescenza con lettura in microfluidica, dove l’esito viene espresso tramite un valore numerico che deriva da strumenti specifici, sicuramente risultano più affidabili e prevedono un’analisi più accurata dei classici test rapidi.

Vedi anche: Lockdown non vaccinati per 15 giorni: cosa cambia con il nuovo decreto dal 10 gennaio

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