L’isola di Gallinara venduta a un magnate ucraino per oltre 10 milioni di euro

La riserva naturale ligure un tempo rifugio di santi e di papi è stata acquistata da Olexandr Boguslayev, a capo della società La Galinette di Montecarlo

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La riserva naturale ligure un tempo rifugio di santi e di papi è stata acquistata da Olexandr Boguslayev, a capo della società La Galinette di Montecarlo

L’isola a forma di tartaruga è stata venduta per 10 milioni di euro. Quindi non è di Albenga, e nemmeno di Alassio: ma di un magnate ucraino. Così l’eterna sfida tra le due località confinanti è arrivata all’epilogo. Perché a piantare la sua bandierina blu e gialla sulla torretta di avvistamento ‘dei pirati’ della Gallinara è proprio Olexandr Boguslayev, figlio di Vyacheslav Boguslayev, 81 anni, politico e industriale di lungo corso, presidente della Motor Sich, uno dei più grandi produttori mondiali di motori per aerei, missili ed elicotteri, storica fornitrice dell’aviazione russa.  Il 42 enne di Kiev è residente nel Principato ma con cittadinanza di Grenada, l’isola caraibica.

 

Le trattative erano iniziate da aprile/maggio ma l’affare si è concluso il 17 luglio scorso. L’atto è sottoposto a prelazione da parte dello Stato, Regione e Comune e sarà quindi perfezionato nell’arco dei prossimi tre mesi. Per 40 anni l’isola è rimasta di proprietà di nove gruppi familiari piemontesi e liguri tra cui i Sommariva di Albenga e i Betti di Alassio. Le quote più importanti della Gallinaria Srl sono possedute da famiglie altrettanto conosciute: gli Stroppiana di Cuneo proprietari della Mondo, l’azienda che ha realizzato le piste di atletica nelle ultime 11 Olimpiadi e i Mogna della Probiotical di Novara. La riserva naturale, all’interno del Santuario dei Cetacei, ha una storia eccezionale. Per secoli apparteneva alla Chiesa e poi a facoltosi banchieri e industriali. Il nuovo proprietario ci potrà fare ben poco. L’isola, infatti, è sotto tutela, ha vincoli rigorosi, non si può piantare neppure uno spillo.

 

L’ultima Amministrazione ha destinato 50 mila euro, proprio nel corso dell’ultimo consiglio comunale, per interventi di tutela della riserva naturale.

Le regole del parco marino impongono massimo rigore e continui interventi di manutenzione. L’isola, infatti, è un Sito di Interesse Comunitario per via del suo prezioso ambiente naturale incontaminato, unito al grande valore storico e culturale: sin dal medioevo, infatti, vi è stato costruito un monastero. Poi progressivamente l’isola è stata abbandonata, per essere occupata dai tedeschi che scavarono gallerie per nascondere armi ed esplosivi. Alta fino a 87 metri, lunga 470, larga 450, la Gallinara ha una storia millenaria. È stata rifugio di Santi e di Papi (Alessandro III in fuga da Federico Barbarossa nel 1162). Tra l’ottavo e il quattordicesimo secolo divenne sede di una potentissima abbazia benedettina che ebbe possedimenti fino in Catalogna e Provenza. L’isola, un tempo lontano popolata da galline selvatiche, da qui il nome Gallinara. Nel 1947, a 100 metri dalla Gallinara, avvenne una delle più gravi tragedie del mare italiane: la motonave Annamaria carica di bambini milanesi dai 4 ai 13 anni in una escursione all’isola, colpì un ostacolo e affondò rapidamente, portandosi sott’acqua 44 vite. Oggi, pur non essendo accessibile, è meta di diportisti e subacquei. Vivono sull’isola, oltre al custode moltissimi gabbiani reali. Le acque poco profonde e cristalline sono un ambiente protetto ricco di fauna e flora marina mediterranea che conserva grandi spugne. Qui invece vivono murene, spigole e cernie e altri numerosi pesci che popolano i fondali, interessantissima meta per gli amanti dello snorkeling in prossimità di punta Falconara e punta Sciusciau.

 

 

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