Le 5 cure mediche più strane (e spaventose) del passato

La scienza medica è in continua evoluzione e spesso cure del passato oggi ci stupiscono (se non spaventano): ecco le cinque più bizzarre della storia.

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La scienza medica è in continua evoluzione e spesso cure del passato oggi ci stupiscono (se non spaventano): ecco le cinque più bizzarre della storia.

La storia della medicina è la storia dell’uomo contro il terrore della malattia e della morte: le cure mediche immaginate nel passato oggi possono far sorridere o addirittura spaventare, eppure sono state praticate a volte per secoli. Troveremo non solo delle pratiche mediche assolutamente bizzarre, ma anche l’utilizzazione di alcuni elementi di cui oggi abbiamo la piena conoscenza e sappiamo che producono effetti negativi sull’organismo. Ecco, allora, un viaggio tra le cure mediche più strane e spaventose della storia.

L’acqua radioattiva

Se foste entrati in una farmacia dei primi anni del ‘900 avreste scoperto che erano in vendita boccette di acqua radioattiva. Si riteneva infatti che avesse delle proprietà molto importanti nella cura delle malattie mentali e per evitare l’invecchiamento: la sua funzione era quella di stimolare in un certo senso l’attività delle cellule, quello che oggi definiamo attività cancerogena. Non veniva usata soltanto in questo modo, ma anche come componente di dentifrici, contraccettivi e supposte.

I vibratori

Quelli che oggi comunemente chiamiamo dildo e che rappresentano uno strumento per pratiche erotiche, sono stati per lungo tempo degli strumenti terapeutici: si riteneva infatti che dovessero essere utilizzati per curare l’isteria femminile – l’isteria era una patologia dai contorni sfumati e che presentava come sintomi attacchi nervosi di diversa natura e che si riteneva che fossero causati dall’utero. Nell’Ottocento, i vibratori venivano utilizzati per raggiungere il cosiddetto “parossismo isterico”, cioè l’orgasmo. Agli inizi del Novecento apparvero i primi vibratori elettrici, e venivano utilizzati ancora in chiave terapeutica.

L’urinoterapia 

L’urinoterapia è una pratica medica che consiste nel bere le proprie urine ed è stata considerata un toccasana per secoli contro una serie di piccole patologie, come l’asma, l’emicrania e l’acne, ma anche contro malattie severe come il cancro. L’urina è formata in gran parte da acqua e urea, una sostanza antimicrobica, ma nonostante ciò non è affatto salutare, anche se impiegata ancora oggi in alcune medicine alternative. Ricordiamo anche l’urina non serve neanche contro le punture di medusa, il rischio è di accrescere l’infiammazione.

La trapanazione del cranio (rigorosamente da svegli)

Trapanare il cranio da svegli è una delle più antiche pratiche chirurgiche della storia umana, si trovano traccia addirittura nel Mesolitico. Ma qual era la sua funzione? Semplice, rimuovere gli spiriti maligni che albergavano nella mente. Nonostante sia una pratica parecchio cruenta, in realtà la maggior parte dei pazienti sopravviveva: tutto stava nella bravura del “chirurgo” nel non assestare colpi troppo forti, che avrebbero provocato la spaccatura di altre ossa craniche adiacenti.

Cannibalismo e altre pratiche con i corpi dei morti

Concludiamo con una delle pratiche mediche più diffuse in culture diverse e lontane tra di loro. Si riteneva infatti che utilizzare parti dei corpi dei defunti potesse dare una serie di benefici notevoli: in Egitto si utilizzavano le polveri delle mummie per curare il mal di testa; nell’antica Roma si beveva il sangue dei gladiatori contro l’epilessia, in varie culture si utilizzavano i massaggi di arti di defunti come terapia per i dolori muscolari.

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