'I lavori del futuro e quelli che scompariranno entro il 2030

I lavori del futuro e quelli che scompariranno entro il 2030: chi rischia di più?

Chi rischia di più entro il 2030, lo studio ManpowerGroup ed EY.

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Sondaggio aziendale anonimo

Pearson Italia, ManpowerGroup ed EY hanno condotto uno studio su 793 professioni, con l’obiettivo di inquadrare gli sviluppi del lavoro nel lungo periodo, prendendo come orizzonte temporale il 2030. Secondo questo report, soltanto in Italia l’80 per cento delle professioni cambierà a livello quantitativo. A livello di percentuali, il 44% delle professioni attuali vedrà decrescere il numero di occupati, il 36% crescerà, mentre il 20% resterà stabile. I trend di crescita riguardano il settore terziario dei servizi alle imprese e alle persone. In aumento anche i lavori collegati a comunicazione, cultura, formazione e insegnamento.

Lavori del futuro

Lo studio di Pearson Italia, ManpowerGroup ed EY ha individuato 30 professioni in ascesa da qui al 2030. Di queste, il 57% hanno un legame più o meno stretto con la tecnologia e l’informatica. Tra i nuovi lavori si segnalano anche esperti delle applicazioni Iot, addetti all’integrazione con i robot assemblatori, progettisti di eventi virtuali e visite, giuristi specializzati in diritto d’impresa e privacy, tecnici delle macchine a guida autonoma e specialisti di interfacce umane.

Chi rischia di più

I settori segnalati in calo sono invece quelli dei servizi finanziari e assicurativi, caccia e pesca, agricoltura, e industria della carta, quest’ultima messa in crisi dal predominio del digitale in qualsiasi campo ormai.

Per quanto riguarda invece le categorie a rischio disoccupazione, dominano la classifica i giovani e le donne, in particolare se arruolati con un contratto part-time, senza istruzione universitaria e occupati nei settori più danneggiati dalla crisi economica.

L’importanza delle competenza nel lavoro

Per sopravvivere in un mercato così complesso, sarà fondamentale per ciascuno maturare un set di competenze soft il più completo possibile.

Tra queste vengono indicate l’adattabilità, l’ascolto attivo, l’apprendimento, il problem solving e la comprensione degli altri. Inoltre, sarà importante anche avere e dimostrare capacità di analisi, oltre ad abilità e conoscenze tecniche.

Il processo di ibridazione

Un ultimo punto di cui tenere conto nell’analisi complessiva dello studio portato avanti da Pearson Italia, ManpowerGroup ed EY è l’avvento del processo di ibridazione di un numero sempre più alto di professioni, in particolare in quelle a elevata e media specializzazione.

Vedi anche: I lavori del futuro e le nuove professioni emergenti: una finestra sul 2030

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