La variante Omicron 5 è arrivata in Italia, si rischia davvero una sesta ondata in estate?

Cosa si rischia nei prossimi mesi con la variante Omicron 5, che nel frattempo è arrivata in Italia.

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Variante omicron 5

La variante Omicron 5 è già arrivata in Italia anche se i contagiati sono pochissimi. In Emilia Romagna c’è un primo contagiato. Si tratta di un cittadino di 38 anni, che presenta sintomi respiratori lievi e si trova in isolamento. In tutta Italia, finora, sono stati segnalati circa 17 casi di variante Omicron 5, un numero sicuramente destinato a crescere nelle prossime settimane. La variante Omicron 4 e 5 ha già causata una nuova ondata di contagi in Sudafrica, in Europa è molto presente in Portogallo, dove rappresenta quasi il 65% dei casi. Dunque, il rischio di un allargamento dei contagi nelle prossime settimane è consistente.

Cosa si rischia nei prossimi mesi con la variante Omicron 5

Attualmente, in Italia è la variante Omicron 2 la più presente, con la quasi totalità dei casi. La Omicron 5 è stata trovata solo in 17 persone ad oggi, ma considerando la velocità con cui si diffonde è facile pensare che nel giro di un mese o due potrebbe diventare dominante, un po ‘ come successo con la Omicron BA2.
Inizialmente, gli esperti avevano parlato della possibilità di una nuova ondata in autunno, ma se in Europa inizierà a diventare dominante prima, anche in Italia il rischio di una sesta ondata diventa sempre più concreto.

Sesta ondata a rischio, ma ancora non si sa quando

Attualmente non c’è nessun allarme, anzi dal 15 giugno dovrebbero decadere le ultime norme relative alla mascherina al chiuso nei luoghi in cui è ancora valida e anche per il Green Pass; per viaggiare molti paesi stanno pensando di toglierlo per favorire il turismo. Segnali incoraggianti ma che non devono far abbassare la guardia, soprattutto da settembre in poi, quando l’arrivo dell’autunno, solitamente, coincide anche con una recrudescenza del virus.


Intanto, ricordiamo che la variante Omicron 5 è più contagiosa di Omicron ma per quanto riguarda i sintomi non cambia niente e non risulta una sintomatologia più grave. Almeno in base ai casi segnalati al momento.

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