La scuola finisce in tribunale, boom di ricorsi contro i provvedimenti di classe

Scuola nel caos, è boom di ricorsi e contenziosi, dai banchi delle classi alle aule dei tribunali.

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Scuola nel caos, è boom di ricorsi e contenziosi, dai banchi delle classi alle aule dei tribunali.

Dai banchi delle classi scolastiche, alle aule di tribunale. A quanto pare la scuola non è immune da contenziosi e ricorsi vari. Anzi, mai come in questo periodo, si registrano dei veri e propri boom in merito a ricorsi di questo genere contro provvedimenti scolastici e divieti in classe.

Scuola, boom di contenziosi

Da luogo pubblico per l’insegnamento e ring legale. La scuola sta diventando sempre più elemento di discordia tra il personale tutto che ci lavora, ma anche tra la stessa scuola e il mondo esterno. Se il conflitto infatti è spesso interno con docenti, personale ATA e dirigenti che si trovano spesso in disaccordo tra loro, c’è da dire con schiettezza che tale conflitto si verifica a volte anche verso l’esterno, con la scuola stessa e le famiglie degli alunni e studenti che la frequentano.

A quanto pare, però, in questo caso è il concetto stesso di insegnante che viene messo in discussione. Se fino a 20 anni fa il ruolo del professore aveva un suo valore intrinseco, e ogni sua valutazione e affermazione rappresentava una sorta di ipse dixit per la famiglia dello studente, ora quella stessa famiglia mette in discussione l’autorità del professore, finendo per giustificare a prescindere le azioni del figlio (in certi casi anche delle vere e proprie malefatte).

A segnalare l’aumento di contenziosi sono gli avvocati stessi, i quali appunto sottolineano la differenza che sussiste nel rapporto scuola famiglia rispetto a 20 anni fa. Come dicevamo, però, il caos legale intorno alla scuola è anche interno, e in questo deve essere il Miur a fare chiarezza sempre più e cercare di rendere il mondo scolastico sempre più sereno e chiaro. Purtroppo la carenza di ispettori tecnici non aiuta in questo senso. Tale carenza, sottolineato in special modo dai sindacati, non rende possibile l’intervento di un moderatore prima che il contenzioso possa assumere proporzioni gravi.

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