La crisi di governo può mettere in ginocchio l’economia italiana: la sfida di Renzi e i cinque scenari

Si stanno consumando gli ultimi atti della crisi di governo: a rischio i 20 miliardi di ristori, la rottamazione cartelle e tanto altro.

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Nella nottata è stato dato il via libera al Recovery Plan, ma Italia Viva si è astenuta e con ogni probabilità oggi, quando Matteo Renzi parlerà alla Camera, la crisi di governo sarà ufficializzata e bisognerà capire quello che potrà succedere.

Gli scenari politici a questo punto sono ancora cinque, ma il vero problema è quello che si staglia sullo sfondo: come ha sottolineato il vicepresidente dei costituzionalisti italiani, Beniamino Caravita, un governo dimissionario può portare avanti soltanto l’ordinaria amministrazione, dunque non può decidere su uno scostamento di bilancio che necessita di un indirizzo politico.

I giochi di palazzo di Matteo Renzi rischiano di far saltare il cosiddetto ‘Decreto Ristori 5’ e tutta un’altra serie di misure per tenere in piedi dal punto di vista economico un paese colpito duramente dalla crisi pandemica.

Se salta il governo, saltano una serie di provvedimenti economici: non è solo crisi politica

Cosa succederebbe se davvero si dovesse aprire una crisi di governo e dunque immaginare un ritorno alle elezioni? Come già sottolineato salterebbe la possibilità di approvare una serie di provvedimenti di carattere economico volti a sostenere il paese colpito dalla crisi economica connessa alla crisi sanitaria – si tratta del ‘Decreto Ristori 5’, circa 20 miliardi di investimenti :

  • I ristori per risarcire le categorie che sono rimaste escluse dal ‘Decreto Natale’, tra cui i gestori degli impianti sciistici e i lavoratori autonomi,
  • Le agevolazioni fiscali;
  • La rottamazione quater delle cartelle esattoriali;
  • L’anno bianco contributivo;
  • Il bonus di 1000 euro per le partite IVA.

I possibili scenari sulla crisi di governo

Gli scenari che si aprono sono fondamentalmente cinque, anche se il primo – dopo la giornata di ieri – sembra non avere alcuna possibilità:

  1. Rimpasto di governo: a questo punto, dopo la giornata di ieri, è praticamente impossibile – rafforzamento della squadra attraverso un rimpasto di governo con un terzo ministro a Italia Viva e rinuncia alla delega sui Servizi segreti da parte di Conte sembrano non bastare;
  2. Una crisi ‘pilotata’: Giuseppe Conte sale al Quirinale per dare le dimissioni, ma ha già in tasca una nuova lista di ministri concordata con Matteo Renzi, che uscirebbe vincitore da questa sfida con una maggiore presenza nel governo – anche questo scenario sembra divenire sempre più irrealizzabile;
  3. La sfida in Senato: le ministre di Italia Viva rassegnano le dimissioni, lo scontro tra Conte e Renzi è oramai aperto, il premier si reca in Senato – come fece nel 2019 alla fine del governo con Salvini – e cerca di capire se ci sono gli spazi per una nuova maggioranza;
  4. Il soccorso dei ‘responsabili’: Giuseppe Conte potrebbe avere l’asso nella manica per sostituire i senatori di Italia Viva, si parla di circa quattro renziani pentiti e di un soccorso da parte di Forza Italia;
  5. Elezioni anticipate: salta il governo Conte, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle bocciano l’idea di un governo tecnico (Mario Draghi), di scopo o di larghe intese e si decide di tornare alle urne – in questo scenario salterebbe la possibilità di varare provvedimenti di carattere economico, come già analizzato in precedenza.

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