Iva: non basta rinviare, l’aumento va cancellato

Un comunicato stampa della Federcontribuenti spiega perchè l'aumento dell'Iva non va rimandato ma cancellato.

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Un comunicato stampa, diffuso oggi, della Federconsumatori sottolinea come il rinvio dell’aumento dell’Iva ad ottobre non risolva nessun problema. La strada giusta, secondo l’associazione sarebbe eliminare del tutto qualsiasi ipotesi dell’aumento dell’IVA poichè l’incremento dell tassa porterà a effetti disastrosi sull’economia del nostro Paese, segnando probabilmente il tracollo definitivo dei consumi e, di riflesso, del sistema produttivo.

L’aumento dell’IVA, in base ad una stima della Federconsumatori, porterebbe a ricadute economica per i cittadini stimabili in oltre 207 euro dovuti non soltanto all’aumento dell’IVA, ma a tutta una serie di aumenti che ne deriverebbero, come a esempio l’aumento del prezzo del carburante, aumento delle tariffe di artigiani e professionisti (per effetto degli eventuali ritocchi al rialzo) e, non ultimo in ordine di importanza, l’aumento dei costi energetici che le imprese dovrebbero sostenere. Tutti questi aumento porterebbero a inevitabili incrementi dei prezzi dei beni di prima necessità avendo ripercussioni su tutti i cittadini e sulle casse dello Stato, poichè si assisterebbe ad una contrazione dei consumi ed una crescita delle prestazioni in meno.

Vediamo nello specifico il comunicato stampa in versione integrale:

Comunicato Stampa 26 giugno 2013

IVA: UN SEMPLICE RINVIO NON BASTA, L’AUMENTO DEVE ESSERE CANCELLATO. 

Il rinvio dell’aumento dell’IVA ad ottobre, approvato oggi dal Governo, non ci soddisfa minimamente. In questo drammatico momento di crisi il mercato è in forte contrazione, come rilevano anche le nostre indagini. Infatti, secondo gli studi dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel biennio 2012-2013 la contrazione dei consumi ha raggiunto il -7,3%, che equivale ad una diminuzione della spesa complessiva pari a circa 52 miliardi di Euro.
Un semplice rinvio non risolve alcun problema: la strada giusta è rappresentata dall’eliminazione di ogni ipotesi di aumento dell’IVA.L’incremento di questa tassa, indipendentemente da quando avverrà, avrà effetti disastrosi sull’intera economia, decretando il tracollo dei consumi e influenzando quindi negativamente l’intero sistema produttivo. Le ricadute per i cittadini, infatti, sarebbero di oltre +207 Euro annui, dovuti non solo agli effetti in termini diretti sui prezzi, ma anche alle ricadute indirette dovute a: –       L’aumento dell’IVA sui carburanti, che agirà da moltiplicatore dei prezzi, dal momento che oltre l’86% dei beni è trasportato su gomma; –       I ritocchi al rialzo delle tariffe praticate da artigiani e professionisti; –       Gli “inevitabili” e colpevoli arrotondamenti nell’intermediazione; –       L’incremento dei costi energetici sostenuti dalle imprese.   Non dimentichiamo, infine, che le ricadute di tale operazione non gioverebbero nemmeno alle casse dello Stato: l’incremento dell’IVA, infatti, accentuerà la contrazione delle entrate fiscali, sia a causa dei minori consumi che della deleteria crescita delle prestazioni in nero.
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