Inquinamento e coronavirus: quale relazione, fa davvero ‘bene’ all’ambiente?

Altri studi avevano già in parte confermato la possibile relazione tra coronavirus e inquinamento.

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Altri studi avevano già in parte confermato la possibile relazione tra coronavirus e inquinamento.

Da quando è iniziata l’emergenza covid 19, e soprattutto da quando gli italiani sono reclusi a casa, sembra che ad avere vari benefici sia solo l’ambiente. Alcune ricerche avevo mostrato che l’acqua dei canali di Venezia era tornata trasparente, il livello di inquinamento nell’aria non era mai stato così basso senza considerare i vari avvistamenti di animali liberi di circolare in alcune località senza traffico e senza la presenza umana. 

Meno inquinamento dopo la quarantena forzata

L’Ispra aveva comunicato un calo delle emissioni del 5-7% rispetto a quelle dello stesso trimestre del 2019. L’Agenzia europea per l’ambiente aveva invece misurato gli effetti delle restrizioni arrivando alla conclusione che le concentrazioni di biossido di azoto erano scese al 56 per cento su base settimanale mentre il blocco dei voli da parte delle compagnie aeree, in base ad uno studio pubblicato sul Washington Post, come riporta anche Wired, avrebbe ridotto le emissione di gas serra. 

Secondo Josef Aschbacher, direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA: “Dal momento che il diossido di azoto è prodotto principalmente dal traffico e dalle industrie, esso è un indicatore principale dell’attività industriale a livello globale. Ciò che è chiaramente visibile è una significativa riduzione dei livelli di diossido di azoto in Cina, causata da una ridotta attività dovuta alle restrizioni per il COVID-19, ma anche al Nuovo Anno Cinese a gennaio”. 

Il legame tra malattie respiratorie e smog

Altri studi avevano già in parte confermato la possibile relazione tra coronavirus e inquinamento, soprattutto in Lombardia e nelle zone della pianura Padana più colpite dal virus. Lo smog e la maggiore esposizione alle particelle sottili avrebbe reso gli abitanti più soggetti a patologie respiratorie e quindi più soggetti al coronavirus.

 

Secondo il Center for International Climate and Environment Research, però, non sarebbe la prima volta che le crisi economiche hanno provocato l’interruzione delle emissioni e purtroppo è stato sempre di breve durata perché, quando l’economia poi torna in carreggiata, sembra che le emissioni tornino a loro volta ad aumentare ancora più velocemente. In sostanza, se ora l’acqua dei canali è trasparente e le polveri sottili diminuite di molto nelle grandi città, il pericolo, secondo lo studio citato, è che una volta che tutto riprenderà l’inquinamento tornerà a crescere ancora di più. 

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