Influenza 2017: 35 morti, attenzioni ai virus parainfluenzali fino a marzo

Influenza 2017: passato il picco, ora è allerta fino alla primavera per i virus parainfluenzali che presentano sintomi simili.

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Influenza 2017: passato il picco, ora è allerta fino alla primavera per i virus parainfluenzali che presentano sintomi simili.

Sono in calo i casi di influenza 2017 anche se sono stati segnalati circa 35 decessi dall’inizio della stagione influenzale, a causa delle complicanze dovute al virus. Il picco per questa stagione è ormai passato ma almeno fino a marzo dovremo fare i conti con i virus parenti, detti anche virus parainfluenzali. L’ultima settimana sono stati segnalati circa 265mila casi, in discesa rispetto alle settimane precedenti per un totale di 4 milioni e mezzo di contagiati da dicembre, inizio dell’epidemia.

Ultimi dati Influnet

A riportare gli ultimi dati sui sintomi e il picco dell’influenza 2017 è stato Influnet con il suo rapporto di sorveglianza, che ha preso in esame le ultime settimane tra gennaio e febbraio, mettendo in risalto come ormai la curva epidemiologica risulti in discesa. I dati, in particolare, mettono in evidenza come il livello di incidenza sia sceso a 4,37 casi per mille assistiti, quindi rispetto ad un mese fa si sono dimezzati. La curva discenderà ancora fino a marzo, quando i casi di influenza classica dovrebbero essere agli sgoccioli. Alcune regioni come Puglia e Abruzzo, sembrano già in parte uscite dal pericolo di contagio, mentre nel resto d’Italia serviranno altre settimane per poter dire di essere fuori dal virus.

Virus cugini attenzione fino a primavera

Fino a marzo/aprile, invece, bisognerà fare attenzione ai virus cugini, che hanno sintomi molto simili a quelli dell’influenza ma si presentano in maniera più lieve e senza febbre. Mentre il numero di decessi è rimasto fermo a 35 casi, dovuti perlopiù a complicanze per gli anziani, sono stati segnalati circa 128 casi gravi compresi sempre tra malati cronici e anziani. Gianni Rezza, capo dipartimento malattie infettive dell’Iss, ha però affermato che non bisogna ritenersi fuori del tutto in quanto fino alla primavera ci sarà il rischio dei raffreddori dovuti a adenovirus e rotavirus.

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