Inchiesta Report, ecco come gli oligarchi russi sanzionati dall’Occidente possono continuare a ridere sotto i baffi

Inchiesta Report sugli oligarchi russi: come aggirano le sanzioni?

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Ieri sera, giornata del 25 aprile, su Rai 3 è andata in onda una nuova puntata della trasmissione Report condotta da Sigfrido Ranucci. È stata trasmessa un’importante inchiesta sugli oligarchi russi, su come costoro, nonostante siano stati sanzionati dall’Occidente, possono continuare a ridere sotto i baffi.

Inchiesta Report sugli oligarchi russi

Gli oligarchi russi nonostante le sanzioni dell’Occidente possono dormire tranquilli grazie ad alcuni paesi. Questi ultimi è vero che li hanno sanzionati ma allo stesso tempo li tutelano mediante i loro studi legali e le leggi favorevoli. Ma andiamo con calma e scopriamo come ciò è stato possibile. Dopo l’annessione della Crimea nel 2014, spiega un dirigente del gruppo Evraz, si è subodorato che ci sarebbero state delle ripercussioni per cui si è cercato di dare più sostanza alla struttura presente a Cipro. Se prima si avevano delle scatole vuote, in esse sono state collocate veramente delle risorse umane. A comunicare ciò è stato, come detto, uno dei dirigenti della Evraz che è un’azienda siderurgica russa da 13 miliardi di dollari, attiva dal Kazakistan al Canada. Più esattamente quella che fa riferimento ad Abramovic, l’ex patron del Chelsea scelto a sedere al tavolo delle trattative tra Russia e Ucraina.

Cipro è stata scelta perché non offre soltanto una tassazione conveniente ma un ecosistema di servizi legali e finanziari per aprire delle società.

L’inchiesta di Report sugli oligarchi russi

Molti oligarchi russi  hanno la cittadinanza europea ed i loro conti sono coperti da partecipazioni societarie registrate proprio a Cipro. I profili di alcuni di loro, poi, sono addirittura riconducibili ad investimenti italiani come nel caso della catena di Crazy Pizza. Ci sono stati anche investimenti in Toscana come ad esempio nell’aeroporto civile di Grosseto.

Quest’ultimo è proprietà di una società pubblico-privata. Il 35% di esso (che è la quota più elevata) è del privato Ilca srl  (Trotsenko), la regione Toscana detiene il 7% e la provincia il 25% delle quote. Il magnate russo nel 2021 dopo aver acquistato il controllo dell’aeroporto ha anche ricevuto l’onorificenza ufficiale dell’ordine della Stella d’Italia. Esattamente dall’ambasciatore italiano a Mosca. Report ha scoperto che però la quota dell’aeroporto di Grosseto non è intestata a Trosenko bensì alla moglie. E così nonostante le sanzioni, gli oligarchi russi continuano a ridere sotto i baffi.
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