Il Signore degli Anelli, la serie, ecco perché questa inclusività sta uccidendo l’arte e ci rende stupidi

Già piovono polemiche sulla serie tv del Signore degli Anelli, la questione dell'inclusività non deve trasgredire l'opera.

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Già le foto del cast avevano lasciato perplesso, ma poi è arrivato anche il trailer, e allora apriti cielo. Il Signore degli Anelli, gli anelli del potere, la serie Amazon che arriverà il 2 settembre, ha scatenato polemiche per la questione dell’inclusività.

Il Signore degli Anelli, gli elfi neri

Ci sono tante differenti specie di Elfi nel mondo di Tolkien, ma il professore non ha mai parlato di razze con la pelle scura, e la fonte di ispirazione dei suoi personaggi più amati è sempre stata quella del mondo norreno, dei e figure nordiche dall’aspetto algido. Come mai ora spunta un personaggio afro? La questione dell’inclusività è argomento delicato e complesso, e si rischia di essere tacciati subito per razzisti, ma ostentare la volontà di inserire nella narrazione artistica il concetto di diversità e di minoranza non è altrettanto ipocrita?

Forse non è solo questione di ipocrisia, il problema principale è che l’arte non deve mai essere didascalica e nemmeno mostrare volontà didattiche così spiccatamente accentuate, eliminando a priori ogni tentativo da parte del fruitore di fare sua l’opera ed interpretarla secondo le proprie conoscenze di base e la sua capacità di senso critico. Il messaggio di Tolkien necessitava davvero di una così chiara connotazione didascalica che rischia ora di diventare una storpiatura del concetto iniziale?

Serie Il Signore degli Anelli, il messaggio di Tolkien

I popoli della Terra di Mezzo sono davvero numerosi e il messaggio di fondo che il Professore di ha lasciato è quello di abbracciare il diverso, le altre culture e tutte le tradizioni che i vari personaggi via via conoscono durante il loro peregrinare. Gli hobbit, i protagonisti principali della saga, finiscono il loro viaggio arricchendosi delle culture che hanno conosciuto. Tutte le razze della terra devono collaborare tra loro, che senso ha quindi trasportare le etnie del nostro mondo primario in quelle del mondo secondario creato da Tolkien?

Purtroppo Hollywood e gli USA tutti hanno ormai intrapreso questa battaglia del politically correct che deve per forza di cose abbracciare ogni minoranza e includere ogni diversità al pari con quella dominante. Concetto nobilissimo, ma è il messaggio quello che conta, e lasciare al fruitore dell’opera la possibilità di capirlo è il modo migliore per farglielo entrare bene in zucca. Imboccarlo con il cucchiaio invece non farà che instupidire sempre più il pubblico, il quale sarà poi incapace di usare il proprio senso critico in altre situazioni future.

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