Il greggio russo acquistato col trucco dalle compagnie petrolifere, come si aggirano sanzioni e limitazioni

Ecco il trucco adottato delle compagnie petrolifere per acquistare petrolio russo aggirando sanzioni e limitazioni.

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C’è un trucco delle compagnie petrolifere per continuare a comprare il petrolio russo e di conseguenza guadagnare molto denaro. Esso è la miscela “estone” composta al 49,9% da petrolio russo e che si può vendere come petrolio di altra provenienza. In questo modo si aggirano le sanzioni e le limitazioni. Tale tecnica si usava già in passato per il petrolio di Venezuela ed Iran.

Trucco compagnie petrolifere per acquistare petrolio russo

Molte compagnie petrolifere come la Shell stanno aggirando i divieti di acquisto del petrolio russo mediante il trucco della miscela “estone” che contiene quasi il 50% di greggio russo. La compagnia Repsol e la Total, invece, hanno comunicato che non dovranno essere acquistati carichi di carburante che contengono anche una sola parte di petrolio russo.
Javier Bis, esperto di Bloomberg sulle materie prime, racconta quindi che il trucco adottato dalle compagnie petrolifere è semplicissimo. Basta mischiare il petrolio russo con un altro ed il gioco è fatto. Quest’ultimo arriva in Lettonia e la miscela viene composta con il 49% di petrolio russo e con il 51% di greggio di un altro paese. Il barile quindi non è più russo e soggetto a sanzioni e le compagnie ci guadagnano molto anche perché il petrolio russo è tra i più economici.
La Shell ha modificato le condizioni generali dei suoi contratti per poter utilizzare il trucchetto su indicato. Il nuovo contratto recita infatti quanto segue: ” Le merci sono considerate di origine russa se prodotte in Russia o se il 50% o più del loro contenuto (in volume) è costituito da materiale prodotto in Russia“. Ilfattoquotidiano spiega di aver interpellato anche Eni a riguardo. L’azienda ha così risposto: “di aver sospeso la stipula di nuovi contratti relativi all’ approvvigionamento di greggio dalla Russia. E in ogni caso opererà nel pieno rispetto di quanto stabilito dalle istituzioni europee e nazionali“.

Per quanto concerne la il trucchetto più nel dettaglio, si sa che il petrolio russo parte da Primoesk e arriva a Ventspils (grande terminal petrolifero) in Lettonia dove viene composta la miscela.
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