I migranti portano davvero le malattie? La verità in uno studio dell’Oms

L'Oms sfata due miti sui migranti. Ha stilato infatti un primo rapporto sul loro stato di salute secondo il quale, in alcuni casi, le loro condizioni peggiorerebbero addirittura nel paese in cui arrivano.

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L'Oms sfata due miti sui migranti. Ha stilato infatti un primo rapporto sul loro stato di salute secondo il quale, in alcuni casi, le loro condizioni peggiorerebbero addirittura nel paese in cui arrivano.

L’Oms, che è l’Organizzazione mondiale della Sanità, ha stilato un primo rapporto sullo stato di salute dei rifugiati e dei migranti in Europa che sfata un mito. I migranti non portano malattie anzi. C’è addirittura il rischio che le loro condizioni di salute peggiorino nel paese in cui arrivano. L’Oms ha sfatato poi un altro mito ovvero che siano sempre più numerosi.

Il rapporto dell’Oms sul numero dei migranti

Il rapporto dell’Oms è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’Inmp (Istituto Nazionale Salute, Migrazioni e Povertà Italiano) e si basa su uno studio capillare di più di 13 mila documenti raccolti in cinquantaquattro paesi facenti parte della regione Europa dell’Oms. Dal rapporto emerge il falso mito che i migranti siano sempre più numerosi. Ciò è assolutamente falso in quanto in tutta la regione Oms-Europa sono appena il 10% mentre molti cittadini europei pensano addirittura che siano tre o quattro volte in più.

Ricordiamo che la zona Europa-Oms, oltre all’intero continente, comprende anche il Kazakhstan, la Turchia, Israele e la Russia. Le altre regioni Oms sono quella chiamata Africa (Afro), quella del Mediterraneo Orientale (Emro), quella del Sud Est Asiatico (Searo), quella delle Americhe (Amro) ed infine quella del Pacifico Occidentale (Wpro).

Falso mito: i migranti non portano malattie

L’Oms sfata anche il secondo mito per il quale i migranti porterebbero malattie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità comunica che la salute delle persone che arrivano è buona. Inoltre il rischio di malattie (come i problemi cardiaci o i tumori) che non possono essere trasmesse aumenta nel periodo di permanenza in quanto le condizioni igieniche ed i servizi sanitari sono spesso carenti.

Per quanto concerne le malattie infettive, poi, il coordinatore dell’Oms Europa il cui nome è Severoni ha spiegato che è vero che quando delle popolazioni si spostano c’è un forte rischio. Ma proprio per questo esiste un costante monitoraggio. È capitato che siano arrivate persone con delle infezioni ma gli eventi sono stati sempre così sporadici che non hanno “mai costituito un problema per la salute pubblica”. Ricordiamo che l’Oms effettua funzione di vigilanza sanitaria e può anche avvisare le autorità sanitarie dei paesi membri di relativi rischi pandemici.

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