I costi della difesa italiana: 23 miliardi di euro, F35 esclusi

L’Italia spende 23 miliardi di euro per fare la guerra, mentre ai cittadini si chiede di tirare la cinghia.

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L’Italia ripudia la guerra, dice la Costituzione, ma evidentemente chi la scrisse nel ’48 si sbagliava. Difatti, pur essendo il nostro paese in “pace” da quasi 70 anni, le spese per la “difesa” (si scrive così, ma si legge “guerra”) sono aumentate sensibilmente negli anni fino a superare nel 2011 la soglia record dei 20 miliardi di euro, mentre per il 2012 la spesa lieviterà di un altro miliardo di euro.

Non è un caso che in Italia il Ministero che si occupa degli armamenti militari si chiami Ministero della Difesa e non Ministero della Guerra.

Una cifra che però potrebbe anche essere superiore di almeno un 10%, fino a sfiorare i 23 miliardi di euro (l’1,3% del Pil), secondo gli esperti, ma che non è dato sapere con certezza a causa della mancanza di trasparenza da parte del governo sugli affari militari del nostro paese. Comprendere l’esatto ammontare delle spese militari italiane è infatti un’operazione molto complessa e che non riguarda solo il Ministero della Difesa, anche se questo assorbe più dei due terzi del budget complessivo. Parte degli stanziamenti vengono infatti destinati alle funzioni di sicurezza del territorio (Carabinieri), alle missioni esterne e alle attività ausiliarie non propriamente militari che fanno capo ad altri dicasteri. Nel dettaglio, poi, si può notare come le spese militari italiane siano in gran parte assorbite dai costi per il personale e per il funzionamento dei vai reparti. Come illustrato al Parlamento lo scorso anno dal Ministro Ignazio La Russa, la spesa per il personale militare assorbe quasi la metà del budget (9,5 miliardi di euro) includendosi le spese per l’addestramento, per la manutenzione dei mezzi e dei materiali, per le infrastrutture, il casermaggio ed altre spese minori.
 

Da 70 anni alla mercé degli USA

Orbene, di fronte a cifre del genere, viene spontaneo chiedersi se in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando sia veramente necessario, non solo sostenere simili spese

Lo sbarco americano; l'arrivo degli alleati liberò l'Italia dal regime Nazi-fascista, ma ancora oggi, dopo quasi 70 anni, paghiamo il conto di quell'aiuto. Dopo quasi settanta anni in cui siamo stati assoggettati agli Usa, il prezzo che il nostro Paese paga, per la sconfitta della seconda Guerra Mondiale, per non essere stata inglobata nella sfera della Russia, è sinceramente troppo altro vista che la subordinazione agli Stati Uniti a tutt'oggi non sembra essere cessata.

militari, ma addirittura aumentarle e se non sia illogico che tutto questo avvenga in coincidenza dell’entrata in recessione dell’Italia. Che senso ha per un paese tradizionalmente contrario alla guerra spendere mezzo miliardo di euro all’anno per la campagna in Afghanistan, mettendo per giunta in cantiere una operazione da 16 miliardi per acquistare 131 bombardieri invisibili F-35, aerei “stealth” di ultima generazione, attrezzati per trasportare testate nucleari? Ebbene, per rispondere a questa domanda è necessario tornare indietro di 60 anni. L’Italia nel 1945 uscì sconfitta dalla seconda guerra mondiale e fu liberata dall’occupazione nazifascista sono grazie all’intervento degli USA. Il prezzo che il nostro paese ha dovuto pagare agli Alleati (e sta ancora pagando) per la liberazione e per non essere finito nell’orbita sovietica lo stiamo scontando ancora oggi attraverso alleanze, accordi commerciali e politici con il mondo anglosassone e più in particolare con gli USA che di fatto rappresentano la potenza politica e militare dominate. In altre parole, siamo alla mercé dei vincitori che, in cambio di protezione, ci hanno chiesto di lavorare e combattere per loro. Come gli imperatori romani sfruttavano le popolazioni vinte facendole combattere per Roma e garantendo loro protezione e appartenenza all’impero, così succede da più di mezzo secolo fra USA e Italia (ma non solo).
Che poi questo si traduca in appartenenza alla NATO piuttosto che in missioni militari internazionali di cui non abbiamo alcun interesse (Afghanistan) o in commesse militari astronomiche, conta poco e la sostanza non cambia. I vincitori (gli USA) hanno imposto le loro condizioni ai vinti, inizialmente con la costituzione di basi militari sul nostro territorio la cui utilità si è recentemente vista nella guerra di Libia, poi con la partecipazione a missioni militari internazionali congiunte laddove gli USA, per problemi di bilancio, stanno riducendo il loro impegno, per finire con l’acquisto di F-35 (e non solo) da far decollare dalle basi militari italiane in vista di un possibile quanto probabile conflitto con l’Iran.  

Sono i soldi che fanno la guerra

La guerra la fanno i soldi: c'è sempre un ritorno quando si parla di guerra e di armi, e proprio per questo il progetto F35 risulta agli occhi di molti poco trasparente, perchè probabilmente dietro di esso ci sono fini puramente economici e commerciali.

La spesa, come abbiamo visto, è enorme e parlarne apertamente sulla stampa o in Parlamento susciterebbe malcontento e probabilmente indignazione popolare. Tuttavia, non è detto che di fronte a tanto “spreco” di denaro pubblico non vi sia una contropartita altrettanto proficua. Le recenti missioni internazionali del premier Monti a Londra e a New York (piazze finanziarie internazionali di primissimo rango), formalmente per illustrare la via del risanamento economico intrapresa dall’Italia, hanno avuto sicuramente anche lo scopo di condurre alla sigla di accordi più o meno trasparenti per sostenere l’acquisto di titoli di stato italiani nel 2012 da parte di grossi fondi d’investimento internazionali. Qualcosa si è intuito qua e là leggendo i giornali, ma difficilmente la verità verrà portata a galla in un contesto dove le sorti delle finanze pubbliche mondiali sono strettamente legate alle guerre che si combattono qua e là per il controllo delle materie prime.
Credere, però, che l’Italia abbia voluto realmente stanziare tanti soldi per acquistare aerei americani F-35 (che non ci servono) senza qualcosa in cambio è fuorviante.   I 10 PUNTI DEL DOSSIER F-35

F-35: inizio della storia. Chi decise di comprare Perchè proprio gli F35 americani? Ecco i motivi dichiarati F35: Un progetto fallimentare e pieno di problemi L’Italia potrebbe sottrarsi all’acquisto degli F35? Gli sviluppi del governo Monti sugli F35: il gioco delle 3 carte 30.000 militari di carriera da riposizionare in 20 anni: F35 salvi Tutti i rischi dell’operazione F35: – lavoro, + armi – I costi della difesa italiana: 23 miliardi di euro, F35 esclusi … Partiti politici: la mappa dei pro e dei contro gli F35 Le reazioni di cittadini e società civile: il fronte del No F35…. 1 …. 2 …. 3 …. 4 …. 5 …. 6 …. 7 …. 8 …. 9 ….10
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