Guerra Ucraina, troppi bambini morti, Zelensky chiede nuove sanzioni alla Russia

Basta bambini morti, Zelensky cerca di sensibilizzare il resto del mondo per fermare la guerra in Ucraina tramite nuove sanzioni.

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Basta pace, Zelensky taglia corto, interviene al Consiglio dell’UE in videoconferenza e chiede nuove sanzioni alla Russia e più armi ai suoi concittadini. La Guerra in Ucraina non si fermerà, e anche Draghi sembra rincarare la dose, affermando che è ora fondamentale che Putin non vinca.

Guerra in Ucraina, non c’è più spazio per la pace

La diplomazia non ha funzionato, alla fine questo tavolo di trattative non c’è stato e la guerra in Ucraina continua a mietere vittime. Il bilancio di Zelensky è terribile, al consiglio UE interviene dicendo: “molti danni sono stati fatti, molti ucraini sono stati uccisi e molti bambini sono morti”. Lo spazio di manovra per un dietrofront sembra ormai inesistente, e nel frattempo continuano a non esserci accordi per trovare un compromesso che possa portare alla pace.

Ci sarebbe da interrogarsi su chi realmente vuole questa pace e chi attivamente sta invece fomentando la guerra. Mentre sempre più opinionisti continuano a considerare lo scontro una diatriba USA e Russia da disputarsi su terra ucraina, c’è chi come il presidente ucraino stesso chiede un ulteriore pugno di ferro nei confronti di Putin. Anche Draghi è d’accordo e palesa anche ulteriori preoccupazioni, quelli di una possibile crisi alimentare. Nel trilaterale tenutosi con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, si è discusso proprio di questo, e da Palazzo Chigi fanno sapere che “sono stati discussi i temi in agenda e in particolare condivisa la preoccupazione per la crisi alimentare”.

Zelensky, le parole sulla guerra in Ucraina

Ecco invece le parole di Zelensky in merito a spazio doganale e roaming con l’Unione Europea: “Abbiamo bisogno di uno spazio doganale comune che rafforzi sia l’Ucraina che tutti coloro che sono coinvolti nel commercio con noi. Abbiamo bisogno di uno spazio di pagamento comune che acceleri l’integrazione a livello della gente comune. E uno spazio di roaming comune. È molto importante che i nostri sfollati, più di cinque milioni, non subiscano discriminazioni”.

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