Guerra Ucraina e razionamento luce e condizionatore, cosa prevede il piano del governo in caso di mancanza di gas

Guerra Ucraina e razionamento luce e condizionatore, cosa prevede il piano emergenza.

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Si torna a parlare del piano del governo per l‘indipendenza dal gas russo dopo la guerra in Ucraina, che va dallo spegnimento dell’illuminazione pubblica alla riduzione dell’utilizzo di condizionatori e riscaldamenti. Si tratta di un piano razionamento che sarà attivato in caso di emergenza.

Guerra Ucraina e razionamento luce e condizionatore, cosa prevede il piano emergenza

Il nostro paese, infatti, mira all’indipendenza dal gas russo che potrebbe diventare realtà solo nel giro di 2 o 3 anni. Nel 2023 si pensa che arriveranno 9 miliardi di metri cubi l’anno dall’Algeria ma si cercano anche altre soluzioni da Angola e Congo.

Per riuscire nell’intento, però, serviranno due o tre anni e nel frattempo il governo ha istituito un piano di emergenza che si divide in tre fasi, pre-allarme, allarme ed emergenza. Attualmente ci troviamo nella fase di pre-allarme da quando è iniziata la guerra in Ucraina.

Nel caso in cui scatterà il piano di emergenza vero e proprio, per i cittadini saranno imposte delle regole che vanno dalle temperature ridotte, orari ridotti per il riscaldamento e stop all’illuminazione per alcune ore, anche se attualmente non c’è alcun scenario che faccia pensare a questa soluzione drastica.

Razionamento sull’uso della luce

Tra le ipotesi più probabili c’è quella del razionamento sull’uso della luce, un provvedimento che è già arrivato con un emendamento al decreto bollette, una stretta sull’utilizzo dei termosifoni e dell’aria condizionata nella Pubblica Amministrazione dal 1 maggio 2022 al 31 marzo 2023, dove le temperature negli uffici non potranno superare i 19 gradi in inverno e scendere al di sotto dei 27 in estate.

Nel caso di un peggioramento dello scenario, ad esempio se la Russia smetterà di fornire il gas, c’è il rischio di dover limitare i consumi.

Quindi, ad esempio, si parla della riduzione dell’illuminazione di monumenti, edifici e luoghi pubblici fino a colpire le attività industriali con una sorta di rimodulazione; in sostanza concentrare le produzioni solo in alcuni periodi dell’anno.

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